Fino all’isola di Ventotene, per confrontarsi con la storia dell’Europa e con il suo futuro. È l’esperienza vissuta dal giovane rignanese Lapo Albizi, che dal 30 agosto al 4 settembre ha partecipato alla 45ª edizione del Seminario di Formazione Federalista Europea, organizzato sull’isola dall’Istituto Altiero Spinelli. Albizi ha preso parte all’iniziativa grazie a una borsa di studio dell’Istituto. Un’esperienza che, racconta a V24, assume un significato particolare già nel momento in cui si mette piede sull’isola. Ventotene fu infatti uno dei luoghi scelti dal regime fascista per il confino di numerosi oppositori politici. Tra coloro che vi furono mandati figurano Sandro Pertini, Umberto Terracini e i federalisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni.
È proprio la memoria di quella stagione ad accompagnare i partecipanti durante i giorni del seminario. “A Ventotene si prova una sensazione speciale”, racconta Lapo Albizi, ricordando le passeggiate lungo le scogliere e la possibilità di osservare l’orizzonte da quei luoghi nei quali, durante gli anni più bui del Novecento, il regime tentò di isolare e mettere a tacere alcuni dei suoi oppositori più lucidi. Ed è proprio nell’isola del confino che Spinelli, Rossi e Colorni elaborarono nel 1941 quello che sarebbe diventato il Manifesto di Ventotene, scritto clandestinamente e fatto uscire dall’isola anche grazie al contributo di Ursula Hirschmann e Ada Rossi. Il documento individuava nella contrapposizione tra gli Stati nazionali e nella loro sovranità assoluta una delle cause delle guerre europee e proponeva la costruzione di una federazione democratica europea come strumento per garantire una pace duratura.
“Quegli antifascisti, giovani e meno giovani, hanno fatto una cosa davvero rivoluzionaria: in un momento di simile sconforto, si sono messi a pensare al futuro”, sottolinea Lapo. Un’idea che, secondo il giovane valdarnese, conserva una forte attualità anche nel contesto internazionale contemporaneo, segnato da nuovi conflitti, tensioni tra Stati e dal ritorno di posizioni politiche che mettono al centro la sovranità nazionale.
Il cuore del seminario, però, è stato soprattutto il confronto con gli altri partecipanti. A Ventotene si sono ritrovati più di cento giovani provenienti da diverse parti d’Italia e da altri Paesi europei, accomunati dall’interesse per il federalismo europeo e per il futuro dell’Unione. Per Lapo, la loro presenza rappresenta anche una risposta alla narrazione secondo cui le nuove generazioni sarebbero distanti dalla politica e dai grandi temi del presente. “Vedere più di cento giovani partecipare al Seminario – ci racconta – ha significato una colossale smentita della narrazione dominante, che vede i giovani come disinteressati rispetto alla politica e al mondo che li circonda”.
Durante i sei giorni sull’isola, Lapo ha avuto modo di conoscere giovani impegnati nei propri territori per promuovere la cultura federalista, anche attraverso attività nelle scuole e nelle università. Un’esperienza che, al termine del seminario, lascia al giovane rignanese soprattutto una convinzione: quella che il cambiamento possa ancora essere possibile: “A Ventotene – conclude Albizi – si è riaccesa dentro di me la speranza che le cose possano cambiare. Ogni cambiamento sembra più vicino nel fuoco che i giovani hanno negli occhi”.


