«Le persone dovrebbero attenersi al codice della strada». È la frase pronunciata dal sindaco di Terranuova Bracciolini durante il Consiglio comunale del 22 settembre, riferita ai problemi registrati all’intersezione tra via Vittorio Veneto, via Gino Fabbri e via F.lli Kennedy. Parole che il gruppo consiliare “Terranuova per Tutti” contesta duramente, riportando al centro del dibattito il funzionamento del nuovo impianto semaforico e le scelte progettuali che hanno portato alla realizzazione dell’opera. Il gruppo ricostruisce innanzitutto l’origine dell’intervento. Nel 2023 la Giunta comunale approvò il progetto esecutivo dei lavori per l’intersezione, insieme a quelli relativi all’allargamento di via Paperina. Per finanziare le due opere l’Amministrazione ottenne un mutuo superiore a un milione di euro. Secondo la ricostruzione di Terranuova per Tutti, l’intervento sull’incrocio, ribattezzato dal gruppo “Incrocio del Lupo”, avrebbe assorbito la parte maggiore delle risorse, pari a circa il 70-80% del finanziamento complessivo. Si tratta quindi, viene sottolineato, di un investimento nell’ordine degli 800.000 euro, dei quali circa 548.000 euro destinati alle opere, mentre la restante parte riguarda oneri accessori come Iva, espropri, spese tecniche e sicurezza.
Uno dei punti contestati dal gruppo consiliare riguarda la scelta progettuale adottata per l’intersezione. Nella relazione generale del progetto, ricorda “Terranuova per Tutti”, viene spiegato perché l’ipotesi della rotatoria sia stata accantonata a favore di un incrocio a raso dotato di impianto semaforico. Tra le motivazioni indicate nella relazione ci sarebbe il rischio che una rotatoria penalizzasse il flusso del traffico principale, oltre a offrire, secondo il progetto, minori condizioni di sicurezza per pedoni e ciclisti. Viene inoltre evidenziato l’impatto sul tessuto urbano, con la rotatoria ritenuta «più appropriata a un contesto extraurbano» e «poco idonea alla trama ortogonale del centro abitato». Da qui la scelta di realizzare un impianto semaforico definito “intelligente”. Una decisione che il gruppo consiliare continua a non condividere: «In un mondo che va verso le rotatorie, a Terranuova si sceglie il semaforo», afferma con tono polemico.

Il nuovo incrocio è entrato in funzione il 5 agosto scorso, suscitando, secondo il gruppo, perplessità e critiche da parte di alcuni residenti. “Terranuova per Tutti” sostiene di avere comunque scelto inizialmente di attendere e verificare sul campo il funzionamento dell’opera, con l’intento dichiarato di mantenere un atteggiamento propositivo La situazione sarebbe però cambiata con la ripresa dell’attività scolastica e il conseguente aumento del traffico mattutino. Il gruppo segnala infatti la formazione di lunghe code, arrivando a sostenere che i disagi non consentano più di rimanere in silenzio. Nel documento diffuso dal gruppo consiliare viene quindi ricostruita anche la spiegazione fornita dal sindaco in Consiglio comunale per quanto riguarda la formazione degli ingorghi. Nel tratto che conduce da Terranuova verso il Lupo sono state realizzate tre corsie, con l’obiettivo di consentire anche la svolta a sinistra verso via Bachelet. Secondo quanto riferito dal sindaco, le corsie sarebbero però piuttosto strette.

Il risultato, nella ricostruzione riportata da “Terranuova per Tutti”, è che i veicoli diretti dal Lupo verso il centro storico tenderebbero ad allargarsi leggermente verso sinistra, arrivando a invadere la corsia centrale. In questo modo verrebbero attivati involontariamente i sensori dell’impianto semaforico, che rileverebbero il veicolo come se fosse intenzionato a svoltare verso via Bachelet. Il sistema farebbe quindi scattare il semaforo e, secondo il gruppo, la conseguenza sarebbe la formazione di lunghe code, che in alcune occasioni arriverebbero fino a interessare la rotatoria di Pernina, con ripercussioni sulla circolazione. È proprio su questo punto che si concentra la critica politica del gruppo consiliare. “Terranuova per Tutti” considera comprensibile la spiegazione tecnica fornita dal sindaco, ma contesta le successive dichiarazioni sulla necessità per gli automobilisti di rispettare il codice della strada e la segnaletica orizzontale. «Invece di assumersi la responsabilità di un progetto che oggi si sta dimostrando poco funzionale — se non fallimentare — ricordando che sono stati spesi circa 800.000 euro di risorse pubbliche, punta il dito contro i cittadini», sostiene il gruppo.
Per “Terranuova per Tutti”, quindi, il problema non dovrebbe essere affrontato semplicemente richiamando gli automobilisti al rispetto della segnaletica, ma intervenendo sul funzionamento dell’opera qualora questa non produca gli effetti attesi. La posizione del gruppo resta dunque quella già espressa in precedenza: «Una rotatoria sarebbe stata più funzionale, più economica e meno impattante». E conclude: «A volte le scelte più semplici sono anche le migliori. E soprattutto, quando ci si accorge che un’opera non funziona come previsto, ci si aspetterebbe l’impegno a fare di tutto per risolvere i disagi, senza scaricare le colpe su chi si trova semplicemente a guidare su quelle strade».