Ripartiranno all’inizio del 2027 i lavori del Memorario di Montevarchi, il nuovo polo di interscambio ferro-gomma in fase di realizzazione nella zona della stazione, lungo via IV Novembre. Un intervento considerato strategico non soltanto per la città di Montevarchi, ma per l’intero sistema del trasporto pubblico su gomma del Valdarno, come ha confermato Antonio Perferi, coordinatore della MIV del Valdarno, il sistema di mobilità della vallata, una sorta di metropolitana di superficie che collega tutti i principali centri del fondovalle, oltre ai comuni e alle località collinari, attraverso pullman e collegamenti con orari cadenzati. «La ripresa dei lavori è un fatto positivo, estremamente positivo», ha commentato Perferi. «Indipendentemente da tutte le responsabilità e dalle cause, che non è compito mio andare ad analizzare, certamente dei ritardi ci sono stati. Però auspichiamo che la ripartenza sia quanto mai puntuale e che le date vengano rispettate, perché il Memorario di Montevarchi è il punto nodale centrale di tutto il sistema di trasporto su gomma e dello scambio ferro-gomma nel complesso del Valdarno».
Il nuovo polo di interscambio, infatti, è destinato a diventare il principale punto di riferimento per il trasporto pubblico della vallata. «Lì si attestano decine e decine di pullman giornalmente», ha spiegato il coordinatore della MIV. «In questo momento il sistema è poco efficace ed efficiente perché con la vecchia autostazione ci sono più criticità e, soprattutto, chi arriva con il treno o deve ripartire con il treno si trova distante dallo scalo ferroviario. C’è quindi una distanza che rende meno funzionale l’interscambio». Per Perferi, dunque, la ripartenza del cantiere rappresenta un passaggio particolarmente importante. Il progetto del Memorario ha peraltro una storia ormai lunga. L’idea, ha ricordato Perferi, «parte da lontano, dal 2008», quando l’allora sindaco di Montevarchi Giorgio Valentini individuò, anticipando i tempi, nel rapporto tra trasporto ferroviario e trasporto pubblico su gomma uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità della vita e l’efficienza della mobilità.

Da allora il progetto ha attraversato diverse fasi. «Con alterne vicende è arrivato fino a questi giorni e con la ripartenza, speriamo a breve, dei lavori», ha spiegato Perferi, ricordando che una prima fase risale al 2011, quando venne posta la prima pietra e prese forma il primo stralcio funzionale. Successivamente il progetto venne accantonato per poi essere ripreso negli anni successivi, anche grazie all’intercettazione dei finanziamenti del PNRR. «Le criticità nei lavori pubblici esistono e sono da tutte le parti», ha aggiunto il coordinatore della MIV. «L’importante è riuscire a rimetterlo in moto per farlo funzionare e ridare un nuovo impulso alla mobilità su gomma del Valdarno». La funzione del Memorario, secondo il coordinatore della MIV, va quindi ben oltre i confini amministrativi di Montevarchi. «Credo che sia interesse di tutte le amministrazioni che questo polo funzioni, perché è un’opera che non ha solo una valenza per Montevarchi, ma ha una valenza comprensoriale».

Nel progetto complessivo legato alla stazione di Montevarchi, Perferi auspica inoltre che possa essere completata anche la parte dedicata alla mobilità ciclabile. «Ferrovie aveva già previsto lo stallo per i cicli», ha ricordato, auspicando la realizzazione di «qualche struttura di supporto all’utilizzo del noleggio delle biciclette». Un elemento che potrebbe contribuire a trasformare la stazione di Montevarchi in un vero e proprio punto di connessione tra diverse modalità di trasporto e, allo stesso tempo, rafforzarne il ruolo anche in chiave turistica.
«In questo modo si potrebbe trasformare la stazione di Montevarchi in quel posto che diventa fondamentale anche per il collegamento con la Ciclopista dell’Arno», ha concluso. Il Memorario, quindi, viene considerato un tassello centrale non soltanto per migliorare l’interscambio tra autobus e treno, ma più in generale per costruire una rete di mobilità integrata capace di collegare il Valdarno attraverso trasporto pubblico, ferrovia e mobilità ciclabile.