L’Atletico Levane Leona si prepara alla nuova stagione. L’obiettivo sarà provare a migliorarsi

Dopo i prestigiosi risultati ottenuti nello scorso campionato, l’Atletico Levane Leona è pronto a dare il via a una nuova stagione. I biancoverdi possono infatti vantare il raggiungimento del 4° posto nel Girone E del campionato di Prima Categoria 2025/26. Piazzamento che valse alla squadra l’accesso ai playoff, dove incontrarono la Castelnuovese. Il match, disputato lo scorso 17 maggio, terminò 1-1, ma segnò comunque l’eliminazione del Levane, a causa delle regole previste dal regolamento. L’allenatore e presidente della squadra Paolo Tudisca, intervenuto ai nostri microfoni, ha spiegato come per quest’anno l’intento non sia quello di confermarsi, bensì di migliorare il risultato ottenuto nella passata stagione. “L’obiettivo è quello di fare meglio dell’anno scorso – ha dichiarato – siamo molto ambiziosi”.  E il capitano Yassine Guesma gli ha fatto eco: “Come ha detto il mister vogliamo migliorarci, quindi in poche parole siamo chiamati a vincere il campionato”. Come riuscirci? Gabriele Cuzzoni, vice-capitano del Levane ha le idee chiare. Infatti ha aggiunto: “Cercheremo di raggiungere questo obiettivo partita dopo partita, l’importante però è iniziare col piede giusto, visto che l’anno scorso il rendimento nel girone d’andata fu altalenante”. Il mercato che è stato realizzato in estate dovrebbe contribuire ad alimentare le speranze dei biancoverdi. Per Tudisca infatti gli innesti sono molto importanti. “Sono arrivati Cerrato, Lebrun, Giachi, Dolfi, Campanile – ha ricordato – ma ancora più importante è stato confermare l’intero gruppo che lo scorso anno, soprattutto nel girone di ritorno, fece benissimo”.     I risultati che il Levane ha conseguito fin qui, come sottolineato da mister Tudisca, lasciano ben sperare. A partire dalle amichevoli. Il Levane ha vinto per 5-0 la gara disputata il 30 agosto contro il Laterina, ha battuto 8-0 il Badia a Roti il 2 settembre e infine il risultato è stato di 7-1, ancora una volta a favore dei biancoverdi, nell’amichevole del 9 settembre, quando gli avversari erano quelli del San Leolino. Altrettanto positiva è stata la prima uscita in Coppa Toscana, che ha visto il Levane impegnato in un match in trasferta contro l’Olmoponte Santa Firmina. I valdarnesi ne sono usciti trionfanti per 1-2, riuscendo anzitutto a portare a casa un risultato favorevole nella prima gara ufficiale della stagione, ma anche a dare buone sensazioni in vista del campionato. Campionato che per il Levane si avvierà questa domenica 20 settembre, quando affronterà in trasferta l’Impruneta Tavernuzze. Una partita da non sottovalutare, come ha spiegato lo stesso capitano biancoverde Guesma. “Andremo a incontrare una squadra neopromossa, per cui sarà una partita difficile – ha dichiarato – ma per continuare il nostro percorso sarà importante partire col piede giusto e ottenere subito una vittoria”. ROSA COMPLETA ATLETICO LEVANE LEONA 26-27 PORTIERI: Andrea Campanile e Matteo Castellucci. DIFENSORI: Alessio Bonaccini; Andrea Grandi; Tommaso Cardi; Cristian Acciarino; Niccolò Dolfi; Gabriele Cuzzoni; Mattia Bianchi; Yassine Guesma; Alessandro Visani. CENTROCAMPISTI: Gabriele Desiderio; Mattia Giachi; Valery Kameni; Leon Lebrun; Gionathan Vito Mascia; Loric Musella; Matteo Panzieri; Mattia Travaglini. ATTACCANTI: Antonio Cerrato; Cristian Cerrato; Christian Cusano; Dario Galanti; Kevin Messina; Mohamed Rida; Massimiliano Sottili. DIRIGENZA E STAFF TECNICO Paolo Tudisca, Allenatore e Presidente Davide Basagni, Collaboratore David Castellucci, Preparatore atletico Alessandro Amerighi, Preparatore atletico Gianluca Ermini, Preparatore dei portieri Alfio Elmetti, Direttore Sportivo Alfredo Bianchi, Direttore Generale Salucci Mario, Executive director

Il terranuovese Maurizio D’Alessandro sul podio del Premio Letterario Casentino: menzione d’onore per il romanzo “Antichi”

Un importante riconoscimento per la narrativa e per Terranuova arriva dalla 51ª edizione del Premio Letterario Casentino. Maurizio D’Alessandro, autore terranuovese, ha ricevuto la Menzione d’onore della Giuria, con opera grafica e diploma, nella sezione dedicata alla narrativa inedita, per il romanzo “Antichi”, un’opera ambientata proprio nel territorio di Terranuova Bracciolini. Il nome di D’Alessandro figura tra quelli segnalati dalla giuria nella sezione narrativa degli inediti dell’edizione 2026 del prestigioso premio. Il riconoscimento assume un significato particolare anche per il legame tra l’opera e il territorio. “Antichi”, infatti, è ambientato nel territorio valdarnese e porta così all’interno di un importante contesto letterario nazionale luoghi, atmosfere e realtà che appartengono alla storia e all’identità di Terranuova Bracciolini.     Il Premio Letterario Casentino, organizzato dal Centro Culturale Fonte Aretusa di Poppi, è uno dei concorsi letterari di più lunga tradizione in Italia. Nato negli anni Quaranta grazie a figure della cultura italiana come Carlo Emilio Gadda, Nicola Lisi e Carlo Coccioli, il premio ha proseguito negli anni il proprio percorso, diventando un appuntamento dedicato alla valorizzazione della produzione letteraria contemporanea. Prevede diverse sezioni, rivolte sia alle opere edite sia a quelle inedite: poesia, narrativa, saggistica, teatro, cinema e critica cinematografica e teatrale. La cerimonia si è svolta lo scorso weekend nella suggestiva Abbazia di San Fedele a Poppi, in Casentino, alla presenza della giuria e di rappresentanti delle istituzioni, della cultura e dell’arte. La Menzione d’onore assegnata a Maurizio D’Alessandro rappresenta quindi un riconoscimento personale per il lavoro dell’autore, ma anche un motivo di soddisfazione per Terranuova.

Sangiovannese – Barberino Tavarnelle. Le interviste post partita

La Sangiovannese cala il poker nella gara d’esordio del campionato d’Eccellenza Girone B. Il risultato finale dice infatti 4-0 per i padroni di casa, che superano con una certa facilità il Barberino Tavarnelle. Il match, disputato al Fedini, regala dunque a mister Lamberto Magrini un esordio positivo: oltre ai 3 punti conquistati, gli azzurri si sono resi protagonisti di una gran prestazione.     A fine partita è intervenuto ai nostri microfoni il direttore sportivo della Sangiovannese Egidio Bicchierai, il quale, mostrando un cauto ottimismo, ha sottolineato come la prestazione della squadra sia stata positiva. “Nonostante ciò non dobbiamo credere che quando andremo a Poggibonsi ci aspetteranno col tappeto rosso per farci passare”, ha spiegato. Bicchierai ha quindi ribadito come sia importante evitare eccessi di entusiasmo dopo questo esordio: “Dobbiamo restare coi piedi per terra, cercando di migliorare”.   In sala stampa si è presentato anche l’attaccante azzurro Federico Mencagli, autore di un gol e tra i più pericolosi dei padroni di casa, anche nelle occasioni in cui, spalle alla porta, ha provato a offrire interessanti palloni ai compagni di squadra. “Era importante partire bene – ha dichiarato – questa vittoria, arrivata in casa, ci dà fiducia in noi stessi”. Per quanto riguarda i tifosi, che all’uscita dal campo di Mencagli hanno dimostrato di aver gradito la sua prestazione, il classe ’91 ha detto: “Questa è una cosa che fa piacere, con la squadra cerchiamo sempre di dare il massimo e sicuramente il supporto del tifo è un valore aggiunto per noi”. Si è poi soffermato ad analizzare l’importanza di questa vittoria dopo un precampionato difficile: “Siamo una squadra giovane e soprattutto nuova, quindi all’inizio abbiamo fatto molta fatica. Per questo partire così è ancora più importante”.

La Sangiovannese fa poker all’esordio col Barberino Tavarnelle. Al Fedini termina 4-0 per gli azzurri

La Sangiovannese apre il nuovo campionato imponendosi per 4-0 col Barberino Tavarnelle. Al Fedini la squadra di Lamberto Magrini, scesa in campo in maglia bianca, disputa una buona partita, conquistando i primi tre punti della stagione. Il match, mai in discussione, è stato dominato dai padroni di casa, che hanno saputo costruirsi buone occasioni e sfruttare i calci piazzati. A sbloccare il risultato è un’autogol di Pupilli, poi arrivano altre due reti nel primo tempo, targate Mencagli e Mussi. Al 32′ la partita è già chiusa. Il secondo tempo vede ritmi sicuramente più lenti, con gli azzurri che alzano il piede dall’acceleratore, consentendo agli ospiti di rendersi pericolosi. Il Barberino però non sfrutta e lascia la porta difesa da Gioli inviolata. Alla fine c’è tempo per il poker della Sangio, segnato da Tkachuk.   LA PARTITA PRIMO TEMPO Al 9′ la Sangiovannese effettua la prima conclusione nello specchio della partita. Mencagli si ritrova davanti alla porta difesa da Pupilli grazie a un passaggio che favorisce il suo inserimento, ma il tiro del numero 9 è debole e il portiere può bloccare. All’11’ i padroni di casa passano in vantaggio, con Castrovilli che sulla destra si mette in proprio e con un cross inganna l’estremo difensore del Barberino. La palla, toccata dallo stesso Pupilli, entra in porta per l’1-0 della Sangiovannese. Al 13′ altra conclusione per gli azzurri, questa volta da parte di Galligani, che in area salta un difensore e conclude, ma il pallone viene respinto da Pupilli. Al 14′ raddoppia la Sangiovannese. Sulla sinistra Bigica trova lo spunto in avanti di Castrovilli che, sulla linea di fondo, serve Mencagli, lasciato libero in mezzo all’area dalla difesa del Barberino. Quello che il numero 9 degli azzurri deve fare non è altro che appoggiarla in rete. Arriva così il 2-0 a favore dei padroni di casa. Al 30′ altra grande occasione per la Sangio. La palla è in area di rigore, Mencagli spalle alla porta serve Sebadashka che però spreca, con una conclusione che termina sul fondo. Al 32′ arriva il tris per gli azzurri. Il calcio d’angolo sulla destra battuto da Castrovilli mette in difficoltà la difesa del Barberino Tavarnelle, che non riesce a disimpegnarsi. Mussi raggiunge il pallone e il suo destro si insacca in rete per il 3-0. Nel minuto di recupero concesso da Bolognesi la Sangiovannese sfiora il poker. Castrovilli, tra i più propositivi dei suoi, batte un calcio di punizione sulla trequarti, il pallone attraversa tutta l’area, ma non ci arriva nessuno. Il traversone quindi si spegne sul fondo, sfiorando comunque il palo.     SECONDO TEMPO Il secondo tempo inizia con un altro tentativo in porta della Sangiovannese. Mencagli calcia nello specchio, ma il portiere del Barberino Pupilli in due tempi riesce a salvare, impedendo la doppietta personale per il 9 azzurro. Al 6′ sugli sviluppi dell’ennesimo calcio d’angolo a favore della Sangiovannese, Mencagli al centro dell’area di rigore riesce a servire Rocchetti che si gira verso la porta e calcia. Il pallone sfiora il palo. Al 15′ il Barberino ha una buona chance. Dall’angolo viene servito Petracchi, da poco subentrato a Marchi, ma il numero 15 da buona posizione spreca calciando altissimo. Al 18′ altra occasione per gli ospiti che tentano di rendersi pericolosi sfruttando le sostituzioni effettuate da mister Lacchi. Palla morbida in area per Cirillo che tenta col destro un tiro decisamente complicato. Ne emerge un tentativo che non centra lo specchio della porta ma esce di pochissimo. Al 38′ arriva il 4-0 per la Sangiovannese. Gli azzurri da calcio di punizione mettono in area una bella palla, che il Barberino respinge male, così può arrivarci il subentrato Tkachuk. Il classe ’08 colpisce in rete con un tiro potente che Pupilli non può respingere, portando i padroni di casa al poker.   FORMAZIONI SANGIOVANNESE – Gioli, Rocchetti, Sabadashka (Senzamici 8′ st), Castaldo (Tkachuk 25′ st), Ferrante, Contipelli, Mussi, Bigica, Mencagli (Galli 40′ st), Castrovilli (Puppato 20′ st), Galligani (Bruni 8′ st) Allenatore: Lamberto Magrini A disposizione: Barberini, Nocentini, Silli, Rossini, Tkachuk, Bruni, Puppato, Galli, Senzamici BARBERINO TAVARNELLE – Pupilli, Forconi, Calonaci, Pazzagli (Mezzetti 12′ st), Ferraro, Scarti, Seravalle, Marchi (Petracchi 8′ st), Bellosi (Corti 33′ st), Taflaj (Seghi 25′ st), Conforti (Cirillo 45′ pt) Allenatore: Stefano Lacchi A disposizione: Cianti, Kaloti, Mantelli, Petracchi, Corti, Seghi, Mezzetti, Corsini, Cirillo Arbitro: Giulio Bolognesi della sezione di Siena Ammoniti: Mussi, Sabadashka, Seghi, Cirillo Marcatori: Pupilli (autogol), Mencagli, Mussi, Tkachuk   FOTO DI ROBERTO MAGRI

Figline, buon punto all’esordio: a Pontassieve finisce 1-1 con l’Antella

Il Figline comincia con un pareggio il proprio cammino nel campionato di Eccellenza. Nella prima giornata, disputata a Pontassieve contro l’Antella ’99, la formazione gialloblù ha chiuso la gara sull’1-1, conquistando un punto su un campo difficile e contro una squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista ai vertici del campionato. I padroni di casa sono passati in vantaggio al 5’, con Massai, trovando subito il gol che ha indirizzato l’avvio della partita. La reazione del Figline, però, non si è fatta attendere e appena due minuti più tardi, al 7’, è arrivato il pareggio firmato da Mori, che ha riportato il risultato in equilibrio.     Nel corso dell’incontro si è messo in evidenza anche Daddi, protagonista di almeno due grandi interventi che hanno contribuito a mantenere il risultato sull’1-1 e a permettere ai gialloblù di portare a casa un punto prezioso. Un pareggio che può quindi essere considerato positivo per il Figline, soprattutto considerando le difficoltà della trasferta e il valore dell’avversario, una formazione allestita con l’obiettivo di rimanere nelle zone alte della classifica. Per la squadra di Beoni si tratta dunque di un punto conquistato all’esordio e di una prima gara che offre indicazioni positive in vista del prosieguo del campionato di Eccellenza.

Dal Valdarno alla Nazionale della Guinea Equatoriale. La nuova avventura del fisioterapista Marco Sabatini

C’è anche un pezzo di Valdarno nello staff tecnico della Nazionale di calcio della Guinea Equatoriale. È quello rappresentato da Marco Sabatini, classe 1972, nato a Montevarchi e residente a Cavriglia, fisioterapista con un importante percorso maturato nel mondo dello sport e con esperienze anche nel calcio professionistico. Sabatini, che ha lavorato con Arezzo, Montevarchi e Sangiovannese, è infatti entrato a far parte dello staff della nazionale africana, guidata dal tecnico italiano Vincenzo Alberto Annese. La Guinea Equatoriale si prepara ad affrontare un appuntamento importante: il prossimo 24 settembre, a Kinshasa, la Nazionale scenderà in campo contro la Repubblica del Congo nel primo incontro di qualificazione alla Coppa d’Africa. Un’avventura internazionale che vede protagonista uno staff tecnico interamente italiano e nel quale trova spazio anche il professionista valdarnese.     Sabatini porta nella Nazionale della Guinea Equatoriale un bagaglio professionale costruito attraverso anni di attività nello sport di alto livello. Sabatini ha infatti lavorato nel calcio con Arezzo, Montevarchi e Sangiovannese, le tre società più importanti della provincia che rappresentano una parte importante della storia calcistica del territorio. Il suo percorso, tuttavia, non si è limitato al calcio. Nel corso della carriera Sabatini ha maturato esperienze anche in altre discipline sportive ad alto livello, tra cui il ciclismo e il motocross, ampliando così un curriculum professionale caratterizzato dal lavoro a fianco di atleti impegnati in contesti agonistici di vertice. Ora lui si apre una nuova esperienza internazionale. Il prossimo appuntamento sarà dunque a Kinshasa, dove la Guinea Equatoriale inizierà il proprio cammino di qualificazione alla Coppa d’Africa affrontando la Repubblica del Congo.

Assalto alla LMP di Poggio Bagnoli. Parla il titolare. “Potevano far saltare tutto”. Jeep contro il portone blindato

«Potevano far saltare in aria tutto». Roberto Mugelli, titolare della Lmp di Poggio Bagnoli, si ritiene fortunato. Il commando che nella notte tra giovedì e venerdì scorso ha tentato di assaltare la sua azienda orafa si era presentato all’appuntamento munito di tutti i crismi, tra cui dell’acetilene che, data l’altissima infiammabilità, poteva essere essere impiegato per dare fuoco ai locali una volta portato a termine il colpo. Così non è andata, e dopo un’azione di sfondamento a tratti rocambolesca, i malviventi hanno deciso di fuggire per non essere acciuffati. Nel day after si fa la conta dei danni. Il materiale di produzione non è stato toccato, ma serpeggiano ansia e preoccupazione.     Mugelli, racconti quegli attimi di tensione. «Alle 3 in punto è suonato l’allarme. Per fortuna i vigili giurati possiedono una chiavetta che consente di osservare il perimetro esterno dell’azienda e ci hanno subito avvisato che alcuni malviventi avevano sfondato la recinzione e stavano provando ad introdursi nello stabile. Ci siamo diretti immediatamente sul posto e abbiamo trovato la strada sbarrata in entrambi i sensi: da un lato un camion, dall’altro due alberi abbattuti, con l’asfalto cosparso di chiodi». E i rapinatori? «Sono rimasti incastrati nel portone con la jeep utilizzata come ariete. Hanno sfondato in retromarcia sia il cancello che il portellone blindato, poi non sono stati più in grado di muovere il mezzo e si sono dati alla fuga». Si sono accorti che il piano non stava funzionando? «Solitamente, per mettere a segno un colpo del genere, i criminali contano di sbrigare la pratica entro una decina di minuti. Dalle telecamere si nota benissimo che, dopo 4 minuti, il gruppo decide di abbandonare la missione. Il rischio di farsi cogliere in flagrante era troppo alto». C’è qualche dettaglio che l’ha colpita? «Avevano portato dell’acetilene. C’era quindi l’intenzione di causare delle esplosioni, se necessario». C’è altro? «La Fiat Panda rubata con cui si sono spostati appartiene ad un mio vicino di casa. Niente mi toglie dalla testa il fatto che stessero pianificando tutto da tempo. Sono soggetti che conoscono molto bene il territorio». È la prima volta che provano ad introdursi nello stabile? «La seconda. La prima fu nel 2021 e riuscirono a scavalcare la recinzione indossando il passamontagna, ma non sapevano dell’allarme perimetrale. Scapparono subito». La materia prima non è mai stata rubata. «La nostra produzione è stata riconvertita da tempo. Lavoriamo pochissimo oro e argento, l’80-90% è fibra di ottone. Li attendeva un magro bottino…». Ora come si sente? «Sono amareggiato, ma poteva andare molto peggio». Ha già fatto la conta dei danni? «Venerdì sono stato tutto il giorno con il fabbro per cercare di sistemare innanzitutto i portoni. Qualcosa è coperto dall’assicurazione, ma i lavori da effettuare saranno tanti». Su quali cifre siamo? «Da un primo sopralluogo, 30-40mila euro. Dovremo ricomprare anche alcuni macchinari e la conta non finisce qui, perché saremo costretti a rafforzare le misure di sicurezza». Non è un fenomeno nuovo. «Quasi tutti i mesi in provincia accade un evento simile, il settore è in profondo disagio». La zona di Poggio Bagnoli è stata colpita duramente anche in passato. «Qua vicino c’è la Salp, che nel 2011 venne depredata da una banda che fece sparire 150 chili di oro. I ladri, dopo aver isolato le vie d’accesso all’azienda, portarono via oro per un valore impressionante grazie ad un grosso escavatore con martello demolitore». Venne addirittura definito il colpo del secolo. «Anche in quel caso bloccarono le strade per rallentare l’intervento.

Enzo, Giampiero, il beat. Conversazione semi seria su un pezzo di storia della musica…

Siamo 3 amici (e non sempre necessariamente al bar) che vivono il passato con un filo, ma solo un filino di nostalgia. E che, a dispetto della carta d’identità, guardano al mondo contemporaneo con curiosità e spesso pure con ammirazione. Ma l’arrivo del “principe” Maurizio Vandelli a San Giovanni Valdarno ci dà l’occasione per parlare del beat e di quella stagione memorabile e… allora…. sfoghiamoci, come si fa’ nel barattolo delle ciliegie appena colte. Quanto il “beat” e quella generazione ha inciso sul cambiamento della società stessa, anche in considerazione dei grandi avvenimenti degli anni successivi:     Giampiero Bigazzi, manager e produttore musicale di lungo corso… Giampiero – “La cosiddetta “beat generation” è stata un fenomeno importante e non soltanto in ambito musicale, si può dire che i giovani acquisirono una nuova coscienza, non più una generazione che aspetta di diventare “grande”, ma in carne e ossa, con i propri desideri e le loro aspirazioni…” Leonardo – “Molti cantanti o complessi, come si diceva allora, finiscono per perdere forza o addirittura scomparire negli anni settanta con l’arrivo della nuova generazione di cantautori e dei gruppi stranieri. Mi pare di poter dire come da questo punto di vista ci sia stato un segnale di discontinuità rispetto ad una protesta sociale che parte dal 1968 e prosegue in pratica per tutti gli anni 70, almeno fino al delitto di Aldo Moro….” Enzo Brogi, scrittore, politico, giornalista e attento osservatore del costume e del fenomeno musicale di quegli anni… Enzo – “Sono d’accordo in parte. Molti cantanti e gruppi continuarono la loro attività, forse con minor successo, anche perché incapaci di rinnovarsi. Ma qui, scusate, bisogna fare un passo indietro: l’Italia del “boom economico” aveva di fatto svuotato le campagne a favore della grande industria. Di conseguenza, non esiste più, o solo in minima parte, quella cultura contadina che aveva caratterizzato gran parte del paese. Tutto ciò si manifesta in un grande cambiamento in campo artistico, pensiamo al cinema, alla pittura e la scultura e, naturalmente, in campo musicale.. Nascono cantanti e complessi in grande quantità e l’Italia trova il modo di dividersi anche qui: Rokes o Equipe 84, Dik Dik o Camaleonti?” Giampiero – “Negli anni 60-70 si “consumava” musica e si vendevano i dischi in quantità industriale. Ricordate il mangiadischi di tutti i colori possibili? Io ascoltavo per esempio “I Giganti”, ve li ricordate?” Leonardo – “Conclude il tema… Enrico Maria Papes, certo che si.., ma restiamoci.. al tema e continuiamo col beat, visto che avete anche qualche anno più di me… Vandelli significa Equipe 84…, ma anche Guccini, Nomadi, Mogol, Battisti…” Enzo – “L’Equipe 84 nasce a Modena nel 1964 dalla fusione di due gruppi, fra questi anche “Paolo e i gatti” di Guccini. Equipe, alla francese, che fa sempre scena, e 84, come la somma dell’età anagrafica dei componenti. Per quasi un decennio ebbero un successo straordinario, almeno fino a quando non usci’ di scena il batterista Cantarella, trovato in possesso di una piccola dose di haschish…, mi pare fosse il 1970..” Giampiero – “E, fra l’altro, chi lo sostitui’, non ricordo il nome, è colui che è ancora in possesso del marchio Equipe 84. E comunque Ceccarelli, Cantarella, Vandelli e il grande Victor Sogliani la formazione… tipo…” Enzo – “La sapete la vicenda e lo scontro legale fra Vandelli e Guccini? Sul lato B di “Bang Bang” uscì la celebre “Auschwitz”, testo di Francesco, canzone poi dall’infinito successo. Guccini, non essendo iscritto alla SIAE, aveva indicato proprio Vandelli come autore del brano. La vicenda si è conclusa soltanto dopo alcuni anni con una soluzione…. pilatesca che ha riconosciuto i meriti di entrambi, attribuendo la canzone a colui che l’aveva scritta e cioè Guccini, ma dando a Vandelli pieno valore artistico…” Giampiero – “Abbiamo anche uno spostamento della stessa Equipe, dall’area gucciniana a quella di Mogol Battisti, c’era già stato il grande successo del brano 29 Settembre con un incipit storico e originale..” Enzo – “Da Guccini a Mogol, insomma… per voi si può considerare canzone d’autore alla stessa maniera?” Giampiero – “Per me certamente si, Mogol non sarà un mostro di simpatia magari, ma il valore gli va riconosciuto….” Leonardo – “Ragazzi, ok, ma continuiamo il racconto, poi vi tiro io dentro un’altra polemica..” Enzo – “Gli anni 60-70 sono contrassegnati anche dal fenomeno delle “cover”, un uso quasi smodato. In pratica si prendeva un brano, generalmente americano o inglese, gli si appiccicava sopra un testo italiano, a volte ma non sempre gradevole, e via.. Sono cover dell’Equipe brani come “Bang Bang”, “Io ho in mente te” e altri, ma un po’ tutti i cantanti le facevano..” Leonardo – “Eh si, si va avanti fino alla fine degli anni 70 almeno, ricordo “Sgualdrina” di Renato Zero dei Supertramp e più saltuariamente negli anni 80-90, vedi Zucchero per esempio… Biga, parlaci ora dello spettacolo di San Giovanni….” Enzo – “Scusate, voglio dire anche come il Biga ultimamente ci sta riportando tutti questi personaggi facendoci sentire anziani…” Giampiero – “Piazza Masaccio, domenica 20 settembre, saranno due ore dove Vandelli ripasserà tutto il repertorio classico dell’Equipe con brani poi di Lucio Battisti e altri ancora..” Leonardo – “Voi avete conosciuto bene il “maestrone” Francesco Guccini..” Enzo – “Gropina, l’atmosfera magica di un luogo, la pieve millenaria e le persone fuori persino dalla chiesa, una delle ultime apparizioni pubbliche di Guccini. E… lui a cantare (indica Giampiero), pensa un po’ cosa mi è toccato vedere…” Leonardo – “E, alla fine, magari anche i complimenti..” Enzo – “No, gli disse che aveva cantato male parecchio,…. scherzo dai..” Leonardo – “Ricordate la polemica fra Guccini e Jovanotti, un altro amico tuo Enzo, a proposito delle canzoni: Jova disse che Gloria “di Tozzi ha in pratica lo stesso valore delle canzoni d’autore cosiddette…” Giampiero – “E Guccini rispose che è vero, ma che nelle proprie canzoni c’era uno studio, una ricerca che in Gloria non esisteva, una fatica maggiore…” Enzo – “Su questo punto credo di essere anche io d’accordo con Guccini, poi la […]