Se ne va un altro grande, immenso mito del nostro calcio e dello sport. Sandro Mazzola è stato un icona per i tifosi neroazzurri ma, in genere, per tutti gli appassionati, indipendentemente dal colore della maglia. Io, rossonero doc, non l’ho mai visto come un vero e proprio rivale, neanche ai tempi della famosa “staffetta” ai mondiali del Messico con Gianni Rivera (oggi se ne va anche una parte di lui), un meccanismo creato dal citti’ Ferruccio Valcareggi e forse da qualcun altro ancora, ma che aveva poco significato dal punto di vista tecnico per la complementarietà dei due campioni. Certo, la Milano degli anni 60-70 e del boom economico fu anche il dualismo Rivera – Mazzola e tutto il resto, due simboli di squadre amate e vincenti.
Sandro era nato a Torino nel 1942, figlio del leggendario Valentino capitano granata morto a Superga. Un infanzia non facile e poi l’ Inter, la squadra di tutta una vita, portato fra i boys neroazzurri da Benito Lorenzi che si prese cura di lui e del fratellino Ferruccio. Una carriera folgorante, come il suo scatto bruciante, quel dribbling secco che portava a concludere a rete con rapidità e destrezza. Certi suoi goal sono leggenda: quello segnato al Vasas in coppa Campioni dopo un azione interminabile o quello rifilato alla Svizzera con la maglia azzurra, di cui è stato protagonista in 70 occasioni, vincendo l’ Europeo del 1968 e divenendo poi vice campione del Mondo nel 1970.
E, ovvio, tutti i trionfi con quella che si chiama la grande Inter di Herrera e di Angelo Moratti, scudetti e coppe dei campioni in una carriera bella e lunga che si concluse, guarda caso, con la finale di Coppa Italia del 1977 a San Siro persa contro il Milan. Aveva esordito a Torino molti anni prima nella gara in cui l’ Inter, per protesta con la federazione degli Agnelli, aveva mandato in campo i ragazzini contro la Juventus. Io ho conosciuto Sandro, quando aveva già intrapreso la carriera di dirigente, prima nel Genoa e poi nella sua amata società.
Un giorno andai a trovarlo nella vecchia sede genoana di Piazza della Vittoria e conversammo amabilmente, parlando di tutto e di più: fuori la pioggia battente che solo a Genova sa esserlo così. in alcune giornate. Mazzola è stato una leggenda per davvero ed in queste ore ognuno di noi lo piange e lo ricorda, indipendentemente dal tifo calcistico. Ovviamente il mondo interista in primis, alla vigilia dalla importante gara di campionato con la Roma di stasera all’Olimpico… Grande cordoglio per la perdita di Mazzola è stato espresso dall’Inter Club Valdarno Nerazzurro, che ha ricordato la figura di un uomo e di un campione che ha lasciato una traccia indelebile nella storia della vecchia Ambrosiana. Addio carissimo Sandro, con te se ne va un altra bella fetta di quel calcio che ci piaceva ed appassionava…