È trascorso un anno da quando la canonica della piccola chiesa di Sant’Agata in Arfoli, sulle colline di Reggello, ha aperto le proprie porte alla prima famiglia arrivata dalla Striscia di Gaza per motivi sanitari. Da allora quella casa è diventata molto più di un luogo in cui vivere: grazie al lavoro della Fondazione Giovanni Paolo II, all’accoglienza della parrocchia, alla disponibilità della comunità e al supporto logistico del Comune, si è trasformata in un punto di partenza verso una nuova quotidianità. Nelle settimane successive sono arrivate altre due famiglie, anch’esse provenienti da Gaza e giunte in Italia per permettere ai propri bambini di ricevere le cure necessarie. Tre nuclei familiari che hanno trovato a Reggello non soltanto un tetto, ma una rete di persone e realtà impegnate ad accompagnarli nella vita di ogni giorno. I bambini sono stati inseriti nelle scuole del territorio, mentre gli adulti hanno iniziato a studiare la lingua italiana, un passaggio fondamentale nel percorso verso una maggiore autonomia, la possibilità di trovare un lavoro e, nel tempo, una soluzione abitativa propria. È questo l’obiettivo del progetto portato avanti dalla Fondazione Giovanni Paolo II, da dieci anni impegnata nell’accoglienza di famiglie di richiedenti asilo: accompagnare le persone nel passaggio dall’emergenza a una nuova quotidianità, sostenendole nel percorso di integrazione e autonomia.
A un anno dall’arrivo della prima famiglia, la Fondazione Giovanni Paolo II ha scelto di raccontare questo percorso insieme agli ospiti e, nello stesso tempo, riportare l’attenzione sulla situazione della Terra Santa e sulle conseguenze che la guerra continua ad avere sulle popolazioni. È questo il senso dell’incontro “La situazione in Terra Santa raccontata da chi la vive ogni giorno”, in programma sabato 26 settembre alle 10.30 nella chiesa di Sant’Agata in Arfoli, a Reggello. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme alla parrocchia e nasce con l’obiettivo di offrire alla comunità un’occasione di riflessione e approfondimento attraverso la testimonianza diretta di chi opera quotidianamente in Terra Santa e di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze del conflitto. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Reggello Piero Giunti e l’introduzione di don Roberto Brandi, parroco dell’unità parrocchiale di Reggello e Cascia, si entrerà nel vivo dell’incontro “Con gli occhi dei testimoni”.

A raccontare la situazione in Terra Santa sarà padre Ibrahim Faltas, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II, suo legale rappresentante in Terra Santa e direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa. Porterà la propria conoscenza e testimonianza diretta di quanto sta avvenendo in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, ma anche in Libano e nello stesso Israele. Alla sua testimonianza si uniranno quelle delle famiglie provenienti da Gaza ospitate dalla comunità di Sant’Agata, che potranno raccontare in prima persona la propria esperienza e il percorso compiuto nell’ultimo anno. A condurre il confronto sarà Riccardo Bigi, redattore di Toscana Oggi. La presenza di padre Ibrahim e la voce diretta delle famiglie permetteranno così di affrontare la situazione della Terra Santa non soltanto attraverso i numeri e le cronache del conflitto, ma attraverso le storie delle persone. Storie segnate dalla necessità delle cure per i propri figli, dalla fuga dalla guerra e dalla perdita delle proprie sicurezze, ma anche dalla possibilità di ricominciare quando intorno a una famiglia si costruisce una rete di accoglienza e solidarietà.