Dal Valdarno ad Affari Tuoi: Alessia Colzi da Figline alla trasmissione Rai

Da Figline Valdarno agli studi Rai di Affari Tuoi. Alessia Colzi, fisioterapista, è la nuova concorrente toscana del popolare programma televisivo condotto da Stefano De Martino. L’esperienza è iniziata nella puntata andata in onda mercoledì 16 e a raccontarlo è stata la stessa Alessia attraverso i suoi canali social: “È iniziata una delle esperienze più belle e divertenti della mia vita. Sono ufficialmente la new entry della Toscana di Affari Tuoi”.     Un’avventura che porta così anche il Valdarno, nuovamente, all’interno di uno dei programmi più seguiti della televisione italiana. Alessia è infatti entrata a far parte dei concorrenti regionali di Affari Tuoi, anche se per il momento non è ancora noto quando arriverà il suo turno di giocare. Bisognerà quindi aspettare le prossime puntate per scoprire quando Alessia Colzi sarà protagonista davanti ai pacchi del programma Rai e quale sarà la sua partita. Nel frattempo, per la valdarnese è già iniziata un’esperienza che, a giudicare dalle sue prime parole, si preannuncia particolarmente speciale.

Gli Scraffs sul palco di X Factor: quattro sì alle Audition per la band nata in Valdarno

Un’altra band del Valdarno è salita sul palco di X Factor. Sono gli Scraffs, gruppo nato nel 2024 e formato interamente da ragazzi del territorio, che alle Audition dell’edizione 2026 del talent show di Sky si sono guadagnati il consenso unanime dei quattro giudici. Daniel Stephens alla voce e al basso, Dario Aveotti e Leonardo Randazzo alle chitarre, Cristian Basile alla batteria: sono loro i quattro componenti della band, arrivata a X Factor dopo un percorso che negli ultimi mesi li ha portati a confrontarsi con diversi palchi e contest musicali. Alle Audition hanno scelto di portare “Rock the Casbah” dei Clash, conquistando il pubblico e i giudici con la loro esibizione. Tra questi soprattutto Irama, che ha apprezzato la “follia” dei ragazzi. Con i quattro sì adesso gli Scraffs potranno proseguire la loro avventura nel programma. Quella di X Factor è l’esperienza più recente di un percorso iniziato appena due anni fa. Gli Scraffs sono infatti nati in Valdarno nel 2024 e hanno rapidamente iniziato a farsi conoscere attraverso concerti e concorsi. La band ha conquistato il podio all’Ultravox 2025 e successivamente la vittoria nel contest che ha dato loro la possibilità di esibirsi al Mengo Music Fest 2026 di Arezzo. Un appuntamento arrivato dopo un altro importante risultato: nel 2025 gli Scraffs hanno raggiunto la finale nazionale del Tour Music Fest a San Marino. Un percorso che li ha portati quindi, in poco più di due anni dalla nascita della band, dai primi palchi del territorio fino a una delle vetrine televisive più conosciute della musica italiana.     A raccontare qualcosa in più della storia degli Scraffs durante le Audition di X Factor 2026 è stato Daniel Stephens, alla guida della band e anche volontario della Misericordia di Laterina. Proprio Daniel ha spiegato davanti ai giudici come si è formato il gruppo, dando vita anche a un simpatico siparietto con un altro componente della band sul modo in cui i due si sono conosciuti. Al centro del racconto una “ragazza contesa” finita paradossalmente per diventare la causa dell’incontro tra i ragazzi e della successiva formazione degli Scraffs. Il loro sound si muove su un rock diretto, energico e graffiante, con una forte componente live che lascia spazio all’impatto e alla personalità dei quattro musicisti. Un’identità sonora che emerge anche nella scelta dei brani e che gli Scraffs hanno portato sui palchi del territorio fino ad arrivare all’esperienza nello show di Sky. Una storia nata lontano dalle sale prova, che ha portato quattro giovani del Valdarno a condividere prima la passione per la musica e poi un percorso che oggi li ha condotti fino alle Audition di X Factor.

A1, chiusure notturne tra Firenze Sud e Incisa Reggello: due notti di stop in entrambe le direzioni

Due chiusure notturne sulla A1 Milano-Napoli tra Firenze Sud e Incisa Reggello. Il provvedimento si rende necessario per consentire attività di ispezione e manutenzione di gallerie e cavalcavia e interesserà il tratto autostradale in entrambe le direzioni, nelle notti tra lunedì 21 e mercoledì 23 settembre. Nel dettaglio, dalle 22 di lunedì 21 settembre alle 5 di martedì 22 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Firenze Sud e Incisa Reggello in direzione Roma. Durante la stessa fascia oraria sarà inoltre chiusa l’area di servizio Chianti Ovest, situata all’interno del tratto interessato dalla chiusura. L’area resterà chiusa dalle 21 alle 5. Per chi deve effettuare brevi percorrenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Firenze Sud, sarà necessario seguire la segnaletica gialla con indicazione “Roma”, per poi rientrare sulla A1 alla stazione di Incisa Reggello.nPer le lunghe percorrenze, invece, Autostrade per l’Italia consiglia di anticipare l’uscita alla stazione di Firenze Impruneta, seguire le indicazioni per Siena, immettersi sul Raccordo Siena-Bettolle SS715 e successivamente rientrare in A1 alla stazione di Valdichiana.     La seconda chiusura è programmata dalle 22 di martedì 22 settembre alle 5 di mercoledì 23 settembre. In questo caso sarà chiuso il tratto compreso tra Incisa Reggello e Firenze Sud in direzione Bologna, sempre per consentire attività di ispezione e manutenzione delle gallerie. Anche in questo caso sarà interessata un’area di servizio: la Chianti Est, che resterà chiusa dalle 21 alle 5. Per le brevi percorrenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Incisa Reggello, gli automobilisti dovranno seguire la segnaletica gialla con indicazione “Bologna” e rientrare sulla A1 alla stazione di Firenze Sud. Per le lunghe percorrenze, invece, l’indicazione è quella di anticipare l’uscita alla stazione di Valdichiana, seguire le indicazioni per Siena, immettersi sul Raccordo Siena-Bettolle SS715 e rientrare in A1 alla stazione di Firenze Impruneta. Le chiusure rientrano nel più ampio programma di ammodernamento e manutenzione delle infrastrutture autostradali, finalizzato, spiega Autostrade per l’Italia, a migliorare costantemente i livelli di sicurezza, efficienza e qualità del servizio offerto agli utenti.

Figline e Incisa Valdarno, da lunedì 21 settembre modifiche alla viabilità in via Argini Arno e via del Ponterosso

Da lunedì 21 settembre a Figline Valdarno cambierà temporaneamente la viabilità in alcuni tratti di via Argini Arno e via del Ponterosso per consentire l’esecuzione di una serie di lavori legati alla realizzazione della cassa di espansione di Restone. “Gli interventi, eseguiti per conto della Regione Toscana – fa sapere il Comune – sono propedeutici alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza idraulica del territorio. L’ordinanza prevede, nello specifico il divieto di transito per veicoli e pedoni in alcuni tratti di via Argini Arno, a partire dalle 7 di lunedì 21 settembre, fino al 30 novembre”. In particolare, sarà completamente chiuso al transito – fatta eccezione per i mezzi di soccorso – il tratto compreso tra il ponte sull’Arno, lato viale Bianca Pampaloni, e via Garibaldi.     Nel tratto tra via Garibaldi e il torrente Cesto, fino alla linea ferroviaria, e in quello compreso tra il ponte sull’Arno, lato via Pertini, e l’intersezione con via del Ponterosso, il transito sarà invece consentito solo ai mezzi di soccorso, ai residenti e ai frontisti. Analoga disposizione interesserà via del Ponterosso, nel tratto compreso tra il civico 156 e via Argini Arno. In corrispondenza delle intersezioni interessate dai lavori sarà inoltre istituito il divieto di sosta con rimozione forzata. La ditta esecutrice provvederà al posizionamento della segnaletica temporanea e degli avvisi necessari per indicare le chiusure e consentire agli automobilisti di individuare per tempo i percorsi alternativi. “Questi interventi – commenta il Sindaco David Ermini – sono legati alla realizzazione della cassa di espansione di Restone che, insieme a quella di Pizziconi, rappresenta un’opera molto importante per rafforzare la sicurezza idraulica del nostro territorio. Il Comune seguirà con attenzione l’andamento del cantiere, affinché vengano rispettati i tempi previsti e i disagi per cittadini e residenti siano contenuti il più possibile”.

Montevarchi accoglie “Atletica per tutti”, il progetto della Rinascita volto a rendere lo sport uno strumento di inclusione

A Montevarchi si dà il benvenuto ad “Atletica per tutti”, un progetto che intende offrire una grande opportunità per la cittadinanza. Infatti grazie al Bando Sport 2026 di Publiacqua, che la Rinascita Montevarchi è riuscita a vincere, verrà data la possibilità ad alcuni ragazzi segnalati dai Servizi Sociali del Comune di praticare atletica leggera per un anno in modo gratuito. Con “Atletica per tutti” si cerca di rendere lo sport uno strumento di inclusione e di relazione con l’altro, rimarcando la funzione spiccatamente sociale lo contraddistingue.     Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai ha dichiarato: “La Rinascita ha vinto un bando di Publiacqua che darà la possibilità a quindici ragazzi dai 6 ai 16 anni di praticare atletica a titolo gratuito”. Quindi il Comune, come spiegato da Chiassai, si impegnerà a individuare quelle fasce della popolazione che necessitano di sostegno, per poi garantire ai ragazzi in questione di praticare sport. Il sindaco ha continuato: “L’Amministrazione comunale da anni investe nel coprire le spese dei figli delle persone più disagiate, fino al 75%, dando quindi un contributo economico a tutte le associazioni del territorio per permettere ai ragazzi di scegliere lo sport che preferiscono”. Ad aggiungere ulteriori dettagli sul progetto ha pensato Valerio Volpi, presidente dell’Associazione Polisportiva Rinascita, il quale ha dichiarato: “Daremo l’occasione a un gruppo di ragazzi individuati dagli assistenti sociali di praticare atletica fino a giugno, ricevendo un kit per gli allenamenti e la possibilità di fare la visita medica, il tutto in modo completamente gratuito”. Volpi ha poi ribadito l’importanza di questo progetto, sottolineando il grande aiuto che in questo modo verrà dato a quelle famiglie che per problemi economici non riescono a far praticare uno sport ai propri figli.   Anche l’assessore allo Sport Lorenzo Allegrucci è intervenuto sul tema del progetto “Atletica per tutti”, ringraziando la Polisportiva Rinascita e Publiacqua. “Entrambe permettono all’Amministrazione comunale di lavorare per l’inclusione di minori con difficoltà sociali ed economiche tramite lo sport”, ha spiegato. Si tratta di un obiettivo per il quale Allegrucci ha dichiarato di stare operando da anni. Ma con “Atletica per tutti” l’assessore è certo di avere fatto un grande passo in avanti per raggiungerlo.

Il prefetto di Arezzo a Laterina Pergine Valdarno: «Massima attenzione sul territorio»

Videosorveglianza, prevenzione e contrasto ai furti sono stati al centro dell’incontro tra l’Amministrazione comunale di Laterina Pergine Valdarno, il prefetto di Arezzo Fabrizio Stelo e le Forze dell’ordine. La visita ha rappresentato l’occasione per conoscere più da vicino le caratteristiche del territorio, confrontarsi con l’Amministrazione comunale e condividere le azioni già messe in campo sul fronte della sicurezza. Il prefetto ha incontrato il sindaco Jacopo Tassini e l’Amministrazione comunale. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle Forze dell’ordine, a partire dai Carabinieri della locale Stazione, insieme al comandante della Compagnia di Arezzo, maggiore Giovanni Sarnacchiaro, e alla Polizia Locale.     Nel corso della riunione è stato illustrato il sistema di videosorveglianza comunale, una rete particolarmente estesa che costituisce un importante supporto per le Forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, oltre che nelle indagini finalizzate a individuare i responsabili di furti e di altri episodi criminosi. L’Amministrazione comunale ha inoltre illustrato le attività di monitoraggio avviate sulle abitazioni caratterizzate da un anomalo sovraffollamento. Si tratta di situazioni che hanno richiesto verifiche e ulteriori approfondimenti da parte degli uffici e delle autorità competenti. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto anche sui controlli relativi alle ospitalità, attività che il Comune ha avviato ormai da alcuni mesi. Un passaggio specifico è stato dedicato ai furti che, nel corso degli ultimi mesi, hanno interessato sia abitazioni private sia attività economiche del territorio. Una situazione sulla quale è stato progressivamente rafforzato il confronto tra Comune, Prefettura e autorità di pubblica sicurezza, attraverso un coordinamento più stretto delle attività di prevenzione e controllo. La visita del prefetto ha consentito inoltre di illustrare le caratteristiche e le peculiarità di Laterina Pergine Valdarno, un Comune articolato in diversi centri abitati e caratterizzato da una significativa presenza di attività produttive e commerciali. Una conformazione territoriale che determina esigenze diversificate anche sul piano della sicurezza e che rende necessario un costante monitoraggio delle diverse aree del territorio comunale. Il prefetto Fabrizio Stelo ha espresso apprezzamento per l’attenzione riservata dall’Amministrazione comunale ai temi della legalità e per le iniziative adottate in collaborazione con le Forze dell’ordine. «Siamo grati al Prefetto per averci offerto la possibilità di affrontare direttamente le principali problematiche che interessano la nostra comunità – sottolinea il sindaco Jacopo Tassini –. La sicurezza richiede collaborazione, condivisione delle informazioni e un lavoro costante tra tutte le istituzioni coinvolte. Come Amministrazione continueremo a fare la nostra parte, sostenendo l’attività delle Forze dell’ordine e mantenendo alta l’attenzione a tutela di cittadini, imprese e attività economiche». «Ringraziamo il Prefetto per la visita e per l’attenzione dimostrata – conclude Tassini – così come i Carabinieri, la Polizia Locale e tutte le Forze dell’ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente».

Futuro green, a Firenze il confronto tra istituzioni e imprese. Giani: “Leva di competitività”. Chiassai presenterà la Fondazione CER

Le Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento di sviluppo, competitività e sostenibilità, ma anche come occasione per costruire una nuova collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini e terzo settore. È questo il tema al centro del convegno “Le comunità energetiche per un futuro davvero green”, in programma il 22 settembre a Firenze, dalle 16 alle 19, presso la sede di Confindustria Toscana Centro e Costa, e organizzato dalla delegazione toscana di Aidda, l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il percorso della Fondazione CER Italia, modello pubblico-privato che punta a trasformare la transizione energetica in un’opportunità concreta di sviluppo per i territori. A illustrarne il ruolo sarà la presidente Silvia Chiassai Martini, che interverrà sul tema “Le Cer per la transizione energetica, economica e sociale del paese”. Proprio il rapporto tra imprese e comunità energetiche rappresenta, secondo Chiassai Martini, uno degli elementi centrali per affrontare la questione del costo dell’energia e, contemporaneamente, favorire la diffusione delle fonti rinnovabili. “Quello tra aziende e comunità energetiche è un connubio vincente, perché in questo momento storico di grande difficoltà dal punto di vista del costo dell’energia l’unica strategia che possiamo attuare fin da ora è un gioco di squadra che ci vede tutti protagonisti nella produzione di energia pulita: amministrazioni, aziende, cittadini, terzo settore”, spiega la presidente della Fondazione CER Italia. Chiassai Martini sottolinea in particolare il ruolo che possono assumere le aziende all’interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili. “Il ruolo delle aziende è fondamentale perché hanno superfici ampie, idonee per l’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, e possono trarre dalla transizione green un vantaggio economico importante per essere più competitive, aiutando allo stesso tempo i propri dipendenti e i cittadini a risparmiare”. Per la presidente della Fondazione CER Italia, dunque, la realizzazione delle comunità energetiche non riguarda esclusivamente la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma può produrre ricadute più ampie sul tessuto economico e sociale. “È quindi una collaborazione che può portare soltanto benefici, non solo in termini economici ed ambientali ma anche sociali”, conclude Chiassai Martini.     Il convegno nasce dalla volontà di mettere in relazione il mondo delle imprese con quello delle comunità energetiche, in un momento nel quale il tema dell’energia assume un peso sempre maggiore per la competitività delle aziende. A sottolinearlo è anche Gabriella Ciabattini, presidente della delegazione toscana di Aidda. “Aidda è una delle più storiche associazioni di imprenditrici e, avendo come obiettivo stare al fianco delle donne che fanno impresa, segue con attenzione tutto ciò che può facilitare il loro lavoro”, sottolinea Ciabattini. “L’energia per le aziende può non essere solo un costo, ma diventare una leva strategica e di competitività, in un processo virtuoso che coniuga sostenibilità economica e ambientale”. Secondo la presidente della delegazione toscana di Aidda, le imprese potranno infatti “generare e condividere energia pulita, con risparmi in bolletta e costi più stabili”. In questo percorso, aggiunge, “le imprenditrici possono fungere da facilitatrici, portando senso pratico e sbloccando i progetti sul territorio, con benefici ambientali legati alla riduzione della CO2”. Il progetto delle Comunità Energetiche Rinnovabili viene sostenuto anche dalla Regione Toscana. Il presidente Eugenio Giani, intervenuto stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze in occasione della presentazione dell’iniziativa, ha definito le CER non soltanto uno strumento per rispondere al caro bollette, ma “una vera leva strategica di competitività, sostenibilità e sicurezza”. “La Toscana crede in questo modello che mette al centro territori, cittadini e imprese”, ha affermato Giani, evidenziando inoltre l’importanza dell’integrazione tra pubblico e privato. “L’integrazione tra pubblico e privato permette di trasformare la progettualità dei Comuni in iniziative realizzabili. La Toscana è pronta a fare la sua parte verso un futuro davvero green”. Il presidente della Regione ha quindi ringraziato Aidda “per voler portare l’attenzione su un tema così importante, mettendo insieme le politiche di sviluppo per le imprese e la transizione verso le energie rinnovabili”. L’incontro del 22 settembre si aprirà con i saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e del presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli. Seguiranno gli interventi della direttrice generale di Cisambiente Confindustria Lucia Leonessi, che parlerà de “Le Cer e il ruolo di Cisambiente”, e della presidente della Fondazione CER Italia Silvia Chiassai Martini, con l’intervento dedicato a “Le Cer per la transizione energetica, economica e sociale del paese”. Sarà quindi la volta di Stefano Sassone, di Cisambiente, che approfondirà “Le opportunità per le aziende: risparmio, sostenibilità e ESG”.    

Doposcuola a Laterina Pergine, la consigliera Zamponi attacca l’amministrazione: «Mai una risposta concreta. Sui costi ancora nessuna chiarezza»

La consigliera comunale Romina Zamponi interviene nuovamente sul confronto in corso a Laterina Pergine Valdarno in merito al forte aumento delle tariffe del servizio doposcuola e replica alle dichiarazioni diffuse ieri dal sindaco e dall’Amministrazione comunale. Un intervento nel quale la consigliera torna sui diversi aspetti della vicenda, contestando le spiegazioni fornite dall’ente e chiedendo maggiore chiarezza sulle scelte che hanno portato alla rimodulazione dei costi a carico delle famiglie. «A proposito di politiche inclusive – afferma Zamponi – ho letto con interesse il commento dell’Amministrazione, aspettandomi chiarimenti e soluzioni. Al contrario, un sermone come di routine, senza capo né coda, che mi lascia ancora più l’amaro in bocca per l’approccio alle questioni e ai temi di fondamentale importanza per i cittadini. Mai una risposta concreta».     La consigliera comunale spiega quindi di voler entrare nel merito di quella che definisce la «(non) risposta dell’Amministrazione», sostenendo di aver riscontrato, punto dopo punto, «incongruenze e un’analisi che pare emergere da chi è lontano anni luce dalle dinamiche della vita reale». Il primo tema sollevato riguarda la possibilità, annunciata dal Comune, di verificare una riduzione della spesa. «Verrà verificata la possibilità di riduzione della spesa – osserva Zamponi –. Dopo giorni e giorni di discussione seguita alla richiesta trasmessa alle famiglie mi chiedo: ancora si deve controllare? Nessun controllo a priori prima che le scelte incidano sulla popolazione? Chi giudica le scelte? Chi ha la responsabilità di verificare e proporre?». Il secondo punto affrontato dalla consigliera riguarda invece i costi aggiuntivi e il riferimento, contenuto nelle dichiarazioni del sindaco, ai servizi e alle condizioni che l’Amministrazione riserverebbe alle famiglie. «Riguardo ai privilegi che, secondo Tassini, questa Amministrazione riserva alle famiglie – afferma Zamponi – quali sono i così elevati costi aggiuntivi se i bambini rimangono all’interno degli ambienti scolastici? La messa a disposizione gratuita dei locali è sempre avvenuta, anche nel caso di altri locali precedentemente usufruiti, così come il servizio di pulizie, il riscaldamento e tutto il resto». Secondo la consigliera, questi elementi di costo dovrebbero essere comunque considerati anche nel caso in cui il doposcuola venisse organizzato, come avveniva in passato, in strutture differenti. «Tali elementi sarebbero da calcolare comunque, anche qualora il doposcuola fosse organizzato, come nel passato, in altre strutture – sostiene – così come dovrebbe essere attivato un servizio di trasporto extra». Zamponi allarga quindi il ragionamento alla disponibilità degli spazi sul territorio comunale e alla situazione delle strutture destinate ai servizi per l’infanzia. «Vorrei anche sottolineare che alcune strutture sono temporaneamente, o permanentemente ormai, occupate da una scuola materna provvisoria – afferma – dato che siamo stati capaci a distruggere ma non a ricostruire il tanto atteso polo 0-6 Le Querci, mentre altre strutture esistenti sul territorio non sono state ad oggi restituite alla popolazione, nonostante le promesse». Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco di spiegare in maniera più dettagliata quali siano, secondo l’Amministrazione, le difficoltà economiche legate all’utilizzo degli spazi scolastici per il servizio doposcuola. Un altro passaggio riguarda il contributo aggiuntivo riconosciuto per ogni bambino e il percorso che ha portato alla cifra indicata. «Il contributo aggiuntivo a bambino al giorno di 2 euro arriva dopo molti solleciti – sottolinea Zamponi –. Se siamo giunti alla tanto attesa cifra di 5 euro, probabilmente allora si sapeva che l’aumento sarebbe stato sproporzionato e inaccettabile per le famiglie». La consigliera torna poi sul servizio mensa aggiuntivo offerto nella stagione 2025-2026, richiamato dall’Amministrazione comunale nelle proprie argomentazioni. «Non sfugga alla memoria l’assurdità dell’allora prima proposta avanzata di 17 euro per un pasto composto da primo e una frutta più bevanda oppure secondo più frutta, o dolce, più bevande». La consigliera ricorda quindi la reazione delle famiglie di fronte alla proposta. «E poi lo stupore dell’Amministrazione perché, a fronte della richiesta, nessuna famiglia accettava», afferma. Da qui il riferimento alla situazione attuale e al rischio, secondo Zamponi, che l’aumento dei costi finisca per rendere difficilmente accessibile il servizio alle stesse famiglie che ne hanno necessità. «Forse quest’anno ci stupiremo perché le famiglie, nonostante il bisogno, guarda caso si troveranno costrette a non avvalersi del servizio extra scolastico», sostiene. L’ultimo punto affrontato dalla consigliera riguarda il confronto con le realtà dei Comuni vicini. Zamponi contesta infatti l’idea che le tariffe del servizio non debbano essere raffrontate con quelle applicate in territori limitrofi. «Come mai non devono essere fatti confronti con situazioni a noi limitrofe? – chiede –. Quanti privilegi ci riserva il nostro Comune inclusivo per doversi porre ad un livello così tanto elevato da non poter essere messo a confronto?». La consigliera invita quindi l’Amministrazione a spiegare questa posizione alla luce, a suo giudizio, della situazione complessiva dei servizi per l’infanzia e della scuola a Laterina Pergine Valdarno. «Ce lo spieghino davanti a tutta la carenza e allo scempio che in particolar modo la nostra scuola e i servizi all’infanzia hanno subito negli anni di questa legislatura – afferma Zamponi –. Ce lo spieghino innanzi alla noncuranza che spesso si respira e si vive nei nostri paesi, all’assenza di spazi destinati ad una nuova generazione che si trova a vivere a Laterina Pergine Valdarno in questo momento storico». La consigliera conclude il proprio intervento con una riflessione più generale sulle condizioni del territorio e sul ruolo della politica nelle scelte che hanno ricadute dirette sui cittadini. «Ormai il nostro territorio è ripiegato nelle sue fragilità – conclude Romina Zamponi –. Ma davanti a principi elementari e di base, come quello del controllo che spetta alla politica, non c’è giustificazione».

Al via la seconda edizione del Torneo Città di Montevarchi: 48 squadre in campo tra Primi Calci 2018 e 2019

È tutto pronto per la seconda edizione del Torneo Città di Montevarchi, in programma il prossimo weekend. Dopo gli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno, gli organizzatori hanno deciso di rilanciare l’appuntamento, rendendolo ancora più ricco di squadre, bambini e giovani calciatori pronti a coltivare il proprio sogno nel mondo del calcio. La manifestazione vedrà infatti una partecipazione numerosa, con complessivamente 48 squadre impegnate nelle due categorie previste. Per la categoria Primi Calci 2018 saranno addirittura 32 le squadre partecipanti, il doppio rispetto alla prima edizione. Un numero che testimonia la crescita del torneo e che vedrà anche la presenza di tre società professionistiche. A queste si aggiungerà inoltre una società proveniente dall’Emilia-Romagna, elemento che ha permesso al torneo di assumere una dimensione nazionale. La categoria Primi Calci 2019, invece, manterrà la stessa formula dello scorso anno, con 16 squadre partecipanti, tutte a carattere regionale. Il torneo rappresenta un’occasione importante per vedere all’opera i giovani Primi Calci, bambini e bambine che si avvicinano al mondo del calcio e che, attraverso il gioco, iniziano a coltivare le proprie ambizioni sportive. Sono loro i giovani talenti che, in futuro, potranno portare avanti questo sport con passione, entusiasmo e determinazione. La manifestazione non vuole essere soltanto una competizione sportiva, ma anche un momento di crescita e confronto per i piccoli calciatori. Il Torneo Città di Montevarchi si propone infatti come un vero e proprio trampolino di lancio per il futuro dei giovani protagonisti, offrendo loro la possibilità di misurarsi con realtà calcistiche di livello, comprese società professionistiche provenienti da diverse parti della regione e, quest’anno, anche da fuori Toscana.     Un appuntamento che punta quindi a valorizzare il settore giovanile e a creare un palcoscenico nel quale i più piccoli possano crescere, imparare, confrontarsi e vivere l’esperienza del calcio insieme a coetanei provenienti da realtà sportive differenti. «Siamo giunti alla seconda edizione del Torneo Città di Montevarchi e, dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, non volevamo tradire le aspettative: abbiamo migliorato!», sottolinea Lorenzo Damiano, responsabile dei Tornei dell’Aquila Montevarchi..«Il 2° Torneo Città di Montevarchi sarà ancora più ricco di squadre, di bambini, di giovani calciatori che seguono il loro sogno», aggiunge Damiano, evidenziando la crescita della manifestazione sia in termini numerici sia sotto il profilo della qualità delle società partecipanti. «Montevarchi merita un palcoscenico come questo, dove le nuove generazioni possono crescere, imparare e confrontarsi con squadre di altissimo livello, anche professionistiche, provenienti da tutta la regione», conclude il responsabile dei Tornei dell’Aquila Montevarchi. LE SQUADRE E IL PROGRAMMA DELLE GARE

Il “nostro” Francesco Tozzi vince il Premio giornalistico Piero Ceccatelli. Ha raccontato una storia di inclusione in una scuola del Valdarno

Una storia di solidarietà e inclusione nata tra le mura di una scuola del Valdarno conquista la prima edizione del Premio Giornalistico Piero Ceccatelli. A vincere il riconoscimento è il giornalista valdarnese Francesco Tozzi,  che per La Nazione ha raccontato la particolare vicenda di un docente disabile che ha chiamato ad aiutarlo nel proprio lavoro uno studente, anche lui disabile, impegnato nei progetti di scuola-lavoro nell’istituto del Valdarno nel quale il professore presta servizio. Un racconto che ha ottenuto il riconoscimento della giuria del premio dedicato alla memoria di Piero Ceccatelli, giornalista toscano scomparso pochi mesi fa, per due edizioni presidente della giuria del Premio Giornalistico Nazionale in ricordo di David Sassoli. La prima edizione del Premio Ceccatelli è riservata ai giornalisti under 35 e ha come tema proprio la Toscana, i suoi territori e le loro storie.     A Francesco Tozzi, che collabora anche per il nostro portale Valdarno24,  sarà assegnato un assegno di 1.500 euro, messo a disposizione da Galciana Sviluppo, l’associazione che organizza il premio. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è prevista per il 10 ottobre a Galciana, al Circolo Renzo Degl’Innocenti. La storia raccontata da Tozzi mette al centro il rapporto tra un insegnante e un giovane studente, entrambi con una disabilità, e la collaborazione nata all’interno del percorso di scuola-lavoro. Un’esperienza che diventa così una storia di quotidianità, inclusione e solidarietà ambientata in una realtà scolastica del Valdarno. Il riconoscimento assume un significato particolare anche per il luogo nel quale verrà consegnato. Galciana è infatti strettamente legata alla memoria di Piero Ceccatelli, che proprio in questo territorio aveva sviluppato un profondo rapporto personale e professionale. Ceccatelli ha raccontato per molti anni la Toscana attraverso il lavoro nelle radio e nelle televisioni locali e sulle pagine dei quotidiani Il Tirreno e La Nazione, dei quali era stato anche caporedattore. A Galciana possedeva alcune proprietà ed era stato socio fondatore di Galciana Sviluppo, l’associazione che oggi promuove il premio intitolato alla sua memoria. Il Premio Piero Ceccatelli nasce dunque con l’obiettivo di valorizzare il lavoro dei giovani giornalisti e, attraverso le loro storie, raccontare la Toscana e le sue comunità. In questo contesto si inserisce il lavoro di Francesco Tozzi, che ha portato all’attenzione dei lettori una vicenda ambientata in una scuola del Valdarno, mettendo in evidenza il valore della collaborazione e dell’inclusione. La giuria del premio è presieduta da Stefano Fabbri, indicato dall’Ordine dei Giornalisti, ed è composta dai giornalisti Giorgio Bernardini, Sara Bessi, Alessandro Formichella, Giancarlo Gisonni, Gianni Rossi, Patrizia Scotto Di Santolo e Claudio Vannacci. Oltre al vincitore, la giuria ha assegnato due menzioni nell’ambito del Premio Ceccatelli. Sono state riconosciute a Marianna Grazi, per il servizio pubblicato dalla testata online Luce!, il canale informativo digitale del Quotidiano Nazionale QN, dedicato ai temi della diversità, dell’inclusione e della coesione sociale e alla storia di una giovane attrice affetta dalla sindrome di Williams, e ad Alessandro Pistolesi, per il racconto pubblicato su La Nazione della storia di amore e conflitto tra due cittadine dell’area fiorentina, arrivate a trovare un accordo per permettere alle rispettive squadre di calcio di disputare il campionato. La cerimonia del 10 ottobre riunirà anche i vincitori della terza edizione del Premio Giornalistico Nazionale in ricordo di David Sassoli, dedicato al tema “Europa e territori” e riservato ai giornalisti under 40. Il vincitore assoluto del Premio Sassoli è Dario Artale, autore per Realpolitik di Rete4-Mediaset, insieme a Marta Eleonora Rigoni e Giulia Dedionigi, del servizio dedicato alla vicenda dei cosiddetti “turisti-cecchini” che pagavano per sparare sui civili durante l’assedio di Sarajevo. Nella sezione Carta stampata e agenzie di stampa è stato premiato Gianluca Carini per un articolo pubblicato da Avvenire su Serbia, Kosovo e ruolo dell’Unione europea nel processo di pacificazione, mentre per la Stampa online il riconoscimento è andato a Riccardo Liguori per un articolo pubblicato su Ultima Bozza sul possibile rilancio di un borgo di 300 abitanti dell’Alto Molise attraverso i fondi PNRR. La giuria ha inoltre assegnato alcune menzioni speciali e menzioni nell’ambito del Premio Sassoli. Tra queste, quelle a Emanuela Pala per l’inchiesta televisiva realizzata per Piazza Pulita de La7, a Niccolò Righi per un articolo pubblicato dal periodico Edera sulla giustizia riparativa, a Michela Iaccarino per un articolo di Famiglia Cristiana sul museo dedicato ai bambini e alla guerra a Sarajevo e a Pietro Bazzicalupi per un articolo pubblicato da La Nazione sull’utilizzo dei fondi europei in provincia di Arezzo per affrontare l’emergenza della salute mentale tra i giovani. L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Presidenza del Parlamento Europeo, della Regione Toscana, della Provincia di Prato, del Comune di Prato, del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. È inoltre in corso la richiesta di patrocinio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Cultura.