A Castelnuovo dei Sabbioni la mostra “Anapaite” di Michele Lapini: fotografia, memoria e nuove narrazioni dell’ex bacino minerario

Sarà inaugurata domani, sabato 19 settembre alle 18, nei locali del Circolo Arci di Castelnuovo dei Sabbioni, la mostra “ANAPAITE”, il progetto fotografico di Michele Lapini dedicato alla memoria e alle trasformazioni del territorio dell’ex bacino minerario di Santa Barbara. L’appuntamento rappresenterà un momento di restituzione pubblica del lavoro sviluppato da Lapini nei mesi precedenti attraverso fotografie, ritratti, testimonianze e ricerca negli archivi. Un progetto nato da uno sguardo interno al territorio e dalla volontà di mettere in relazione il paesaggio contemporaneo con le tracce della sua storia: i luoghi della miniera, il lavoro, le comunità e i segni lasciati dalle trasformazioni che hanno attraversato l’ex miniera di Santa Barbara, i territori e le comunità circostanti. «Questo lavoro nasce dal desiderio di tornare a guardare un territorio che mi ha visto crescere, ma che attraverso la ricerca ho imparato a vedere anche attraverso le storie degli altri. Fotografare questi luoghi ha significato confrontarsi con ciò che è rimasto e con ciò che invece è scomparso o si è trasformato. Il 19 settembre è un momento importante perché il progetto torna finalmente nel territorio da cui è partito, non solo attraverso le fotografie, ma anche attraverso il libro e il documentario: forme diverse per condividere una memoria che non è mai soltanto personale, ma appartiene a una comunità», spiega Michele Lapini. Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ed è stato realizzato in collaborazione con il MINE Museo delle Miniere e del Territorio e il Comune di Cavriglia. La serata del 19 settembre riunirà tre differenti forme di restituzione del progetto. Sarà inaugurata la mostra fotografica di Michele Lapini, nella quale le immagini costruiscono un racconto fatto di presenze e assenze, luoghi ancora riconoscibili e luoghi profondamente trasformati. Accanto alla fotografia contemporanea, il progetto mantiene un dialogo con la memoria d’archivio, mettendo in relazione tempi diversi e facendo emergere come il paesaggio continui a cambiare mentre la memoria dei luoghi rischia di frammentarsi. Sarà inoltre presentato il libro realizzato artigianalmente, che raccoglie e restituisce l’intero lavoro attraverso una forma editoriale costruita a mano. Il volume diventa così un ulteriore dispositivo di conservazione e condivisione della ricerca, raccogliendo fotografie e materiali che attraversano il progetto e ne restituiscono la complessità. La serata si concluderà con la proiezione del documentario realizzato da Eros Regoli e Tommaso Orbi / MACMA, dedicato ad “ANAPAITE” e al percorso di ricerca di Lapini sul territorio. Il film aggiunge al racconto fotografico una dimensione audiovisiva, fatta di luoghi, voci e testimonianze, contribuendo a restituire la stratificazione della memoria e delle trasformazioni che hanno interessato l’area mineraria. La presentazione di domani sarà quindi un’occasione per incontrare l’autore, vedere le fotografie, conoscere il libro e assistere alla proiezione del documentario, condividendo con la comunità il lavoro sviluppato attorno ad “ANAPAITE”. Il progetto non si esaurisce con questa prima restituzione pubblica, ma continuerà a svilupparsi attraverso la raccolta di materiali d’archivio, testimonianze e nuove forme di ricerca e restituzione. «Progetti come quello realizzato da Michele Lapini testimoniano i valori che animano i nostri concittadini, il senso di appartenenza ed una forte identità territoriale. Sono molto orgoglioso, dunque, che i locali del Circolo Arci di Castelnuovo ospitino una mostra che ci parla dell’ex bacino minerario, delle sue storie e della vita del tempo che fu, restituendoci momenti trascorsi, ma ancora vivi nei nostri ricordi», ha detto Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, sindaco di Cavriglia.
Siena – Montevarchi e Poggibonsi – Sangiovannese, pezzi di nobile calcio…

Doppia sfida Valdarno – provincia senese in questa domenica fra Serie D ed Eccellenza regionale: Monte e Sangio sono attese infatti da due gare di vecchia e collaudata tradizione. Andiamo con ordine e, col prezioso aiuto dell’amico e storico rossoblù Dimitri Lepri, iniziamo con la gara del “Franchi” fra i bianconeri di casa e gli aquilotti. La prima volta fu addirittura… 96 anni fa, il 21 dicembre 1930: Robur batte Montevarchi 2-1 al vecchio stadio senese, con doppietta di Da Caprile e gol di Lenzi. In quel decennio, le sfide fra le due squadre arrivarono persino a profumare di Serie B… con bianconeri e rossoblù impegnati nella lotta per la cadetteria nell’allora campionato di prima divisione, quando il Montevarchi di De Santi contese il primato ai rivali, perdendo alla penultima giornata lo scontro diretto per 2-3, una gara epica e ricordata a lungo dai tifosi. Il 6 febbraio del 1972, in Serie D, lo scontro al vertice fra le due squadre richiamò sugli spalti 8000 spettatori. Vinse il Siena con una gran rete del centravanti Ferranti, ma alla fine fu il Montevarchi ad avere la meglio, superando la Pistoiese nel celebre spareggio del 4 giugno 1972 a Firenze, con lo storico gol del compianto Mario Scarpa… Il bilancio complessivo parla di 38 precedenti in campionato fra Serie C e Serie D, con 16 successi per il Siena, 13 pari e 9 affermazioni del Montevarchi. Nella città del Palio, 19 i confronti ed una sola, ma “storica”, vittoria aquilotta il 6 giugno 2021, con la squadra di Roberto Malotti lanciata verso la Serie C e… corsara al “Rastrello” per 3-1, con le reti di Jallow, Donati e Biagi. Per il resto, parecchie amarezze, con 12 vittorie della Robur e 6 incontri terminati in parità…Fra questi ultimi, lo 0-0 della passata stagione, mentre l’ultima vittoria senese vide protagonisti due attuali sangiovannesi come il tecnico Lamberto Magrini (che era quel giorno fuori per squalifica) e l’attaccante Galligani… E passiamo alla sfida del Lotti, spostandoci appena di una trentina di km più a nord rispetto al Franchi per Poggibonsi – Sangiovannese, altra gara di vecchia tradizione che vede le tifoserie unite da un vecchio storico gemellaggio…Una delle ultime volte fu velata da profondissima tristezza: San Giovanni si svegliò incredula per la prematura scomparsa del “patron” Marco Merli. Furono inutili i tentativi di rinviare la partita e così… tutti in campo in un clima surreale: finì 2-1 per la Sangio, un giorno intriso di commozione. È questo un recente capitolo di un lungo romanzo iniziato 80 anni fa e che ha visto le due squadre di fronte per ben 62 volte in campionato, Serie C, D, Seconda Divisione nazionale, C2 e Promozione. Sarà anche invece la prima volta nel torneo regionale di Eccellenza, e ricordiamo come solo con Montevarchi e Grosseto gli azzurri hanno giocato più volte. Il bilancio dei 62 precedenti confronti parla di 25 vittorie azzurre, 20 giallorosse e 17 pari. 78 gol per la Sangiovannese e 69 per il Poggibonsi. In Val d’Elsa gli incontri sono ovviamente stati 31, con 17 successi per i padroni di casa, 7 risultati di parità e 7 anche le vittorie per gli ospiti. Il lungo racconto incomincia in Terza serie il 29 settembre 1946, ottanta anni fa giusti giusti, con il successo per 2-0 del Poggibonsi e doppietta di Rapaccini. Ripassiamo ora insieme le vittorie del Marzocco in trasferta: 2-1 nel torneo di Promozione 1950-51, con reti di Mario Stagi e di Farano, un giocatore peraltro di Colle Val d’Elsa. Bis nel campionato di Promozione 1953-54, ancora 2-1 azzurro, con doppietta dell’ala Magrini, omonimo dell’attuale allenatore. Un salto in avanti di un decennio ed ecco l’1-0 in Serie D della stagione 1962-63, con gol partita del figlinese Secciani. Passano 11 anni e c’è la firma del grande Nello Menciassi allo scadere, nella gara giocata nella stagione 1973-74 in Serie D che, alla fine, vide la promozione in Serie C degli uomini di Petagna e Giorgi. Ancora Serie D, 1999-2000, l’anno della vittoria finale con Casprini alla presidenza, Morandini diesse e Acori in panchina. Al “Lotti” finì in goleada, 4-1, con due gol di Ronzani e reti di Battistini e del compianto Fabio Cappelli. Più recenti le altre due affermazioni: 3-1 in D nel 2022-23, con doppietta di Boix e gol di Riccobono, e 2-1 in occasione dell’ultima sfida giocata lungo l’Elsa, con reti di Rotondo e Santeramo dopo il vantaggio giallorosso a firma di Vitiello. Curioso il fatto come le due affermazioni stagionali contro il Poggibonsi non bastarono ad evitare la dolorosa retrocessione in Eccellenza…, al Fedini la gradinata e lo stadio intero omaggiarono come giusto il grande Ciccio Baiano, forse o senza forse il più grande calciatore della storia azzurra! (Si ringraziano Alessandro Forni e Lorenzo Pelagani, per la sua collezione di cimeli che ci mette a disposizione)
Servizi scolastici, dal 21 settembre riaprono le iscrizioni a Figline e Incisa Valdarno

Riaprono le iscrizioni ai servizi scolastici per l’anno 2026/2027 nel Comune di Figline e Incisa Valdarno. A partire da lunedì 21 settembre 2026 e fino al 30 aprile 2027, le famiglie potranno presentare domanda per usufruire dei servizi di trasporto scolastico, pre scuola, post scuola e pedibus. Per quanto riguarda il trasporto scolastico, le nuove iscrizioni saranno accolte esclusivamente in presenza di posti ancora disponibili. Le domande dovranno essere presentate online attraverso la pagina dedicata sul sito del Comune. Prima di procedere con la nuova iscrizione, l’Amministrazione comunale ricorda alle famiglie che hanno già usufruito dei servizi scolastici nell’anno 2025/2026 di verificare la propria posizione relativa ai pagamenti. In presenza di eventuali somme ancora da saldare, sarà infatti necessario procedere alla loro regolarizzazione prima di presentare la nuova domanda. In base ai regolamenti vigenti, le situazioni di morosità impediscono infatti l’accesso ai servizi scolastici per l’anno 2026/2027. Le famiglie interessate possono verificare la propria posizione ed eventualmente regolarizzare i pagamenti attraverso l’apposita sezione “Servizi online” del sito del Comune di Figline e Incisa Valdarno. Le iscrizioni ai servizi scolastici resteranno aperte fino al 30 aprile 2027, con le modalità previste per ciascun servizio.
Albero cade sulla Regionale 69. Il richiamo del sindaco di Figline Incisa: “Manutenzione dei terreni privati fondamentale per la sicurezza”

Il forte maltempo che si è abbattuto nel pomeriggio di oggi sul territorio di Figline e Incisa Valdarno ha provocato anche un grave disagio lungo la strada regionale 69, nel tratto compreso tra l’ex Pirelli e la salita della Rotta. Un albero, insieme ad altra vegetazione, è infatti caduto sulla carreggiata, provocando il blocco del traffico tra Figline e San Giovanni Valdarno. A fare il punto sull’episodio è stato il sindaco di Figline e Incisa Valdarno David Ermini, che ha sottolineato come, fortunatamente, la caduta dell’albero non abbia provocato danni a persone o cose, pur determinando importanti ripercussioni sulla circolazione stradale. Sul posto sono intervenute le squadre di soccorso e gli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza, ovvero i vigili del fuoco, la polizia locale, la Protezione civile e gli operai del Comune, che hanno prontamente liberato la carreggiata”. L’episodio riporta però l’attenzione anche sul tema della manutenzione della vegetazione e dei terreni privati che si trovano a ridosso delle strade, sia regionali che comunali. Un aspetto che, secondo il sindaco, assume particolare importanza soprattutto in occasione di eventi meteorologici caratterizzati da vento forte e precipitazioni intense. “C’è un tema molto importante, che è quello della manutenzione dei terreni privati prospicienti alle strade regionali e comunali”, ha sottolineato Ermini. “È importante che i privati puliscano i loro terreni e taglino la vegetazione, perché questa può provocare appunto gravi problemi di pericolo e di blocco del traffico”. Il sindaco ha quindi richiamato i proprietari dei terreni alla necessità di effettuare regolarmente gli interventi di manutenzione della vegetazione presente nelle aree private confinanti con la viabilità pubblica. Una mancata manutenzione, infatti, può trasformarsi in una situazione di pericolo per chi percorre le strade e può determinare anche l’interruzione della circolazione, come accaduto oggi pomeriggio sulla Regionale 69. Ermini ha inoltre ricordato le conseguenze che possono derivare dal mancato rispetto degli obblighi di manutenzione. “A quel punto l’amministrazione comunale certamente potrà irrogare delle sanzioni e richiedere danni ai proprietari che non hanno svolto compiutamente il loro dovere”. Il primo cittadino ha però posto l’accento anche sulle ricadute economiche che interventi di questo tipo possono avere sulle casse pubbliche. In caso di emergenza, infatti, il Comune è chiamato comunque ad intervenire per garantire la sicurezza e ripristinare la viabilità, anche quando la situazione è riconducibile alla mancata manutenzione di un terreno privato. “È anche vero che l’amministrazione comunale dovrà anticipare dei soldi che invece noi dovremo destinare a servizi più utili per la cittadinanza”, ha concluso Ermini, richiamando quindi i proprietari dei terreni privati alla responsabilità di provvedere alla corretta manutenzione delle aree prospicienti le strade del territorio comunale. LE PAROLE DEL SINDACO DI FIGLINE INCISA VALDARNO DAVID ERMINI
Maltempo. La caduta di una pianta blocca nel primo pomeriggio il traffico tra Figline e San Giovanni

Il maltempo che si è abbattuto sul Valdarno ha causato la cadura di una pianta nel comune di Figline e Incisa Valdarno, poco dopo l’ex stabilimento Bekaert in direzione San Giovanni, lungo la Strada Regionale 69. Sul posto i vigili del fuoco e la polizia locale. La strada è stata temporaneamente bloccata ed è stata riaperta dopo le 15. Sul posto anche gli operai del Comune e la squadra di protezione civile della Croce Rossa di Incisa. L’albero caduto si trovava in un’area privata. Una situazione simile si è creata nella frazione dello Stecco, in via del Crocifisso, ma è già risolta anche quella grazie a intervento tempestivo di una squadra di operai comunali, della Protezione Civile della Croce Rossa e della ProCiv
Doppio tamponamento tra Montevarchi e Terranuova: traffico in tilt e lunghe code

Doppio tamponamento, a distanza di una decina di minuti l’uno dall’altro, e traffico in tilt nella tarda mattinata di oggi lungo l’asse viario tra Montevarchi e Terranuova Bracciolini. I due incidenti hanno provocato lunghe code sia in direzione di Terranuova Bracciolini sia verso Montevarchi, creando non pochi disagi agli automobilisti. Il primo tamponamento si è verificato in direzione Montevarchi, in via Ponte Mocarini. Nell’incidente si è registrato un ferito lieve, soccorso da un’ambulanza intervenuta sul posto. Pochi minuti più tardi si è verificato un secondo incidente nei pressi della piscina di Terranuova Bracciolini. In questo caso sono rimasti coinvolti un’automobile e un compattatore. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia Locale di Terranuova Bracciolini, impegnati nei rilievi di legge e nella gestione della circolazione stradale. Gli incidenti hanno determinato pesanti ripercussioni sul traffico. Da Montevarchi le code sono iniziate già dalla rotatoria di viale Cadorna, mentre rallentamenti e incolonnamenti si sono registrati anche in direzione opposta, da Terranuova verso Montevarchi, in particolare lungo via Poggilupi. La situazione è progressivamente tornata alla normalità attorno alle 13, quando il traffico ha iniziato a defluire dopo i disagi provocati dai due incidenti.
Montevarchi. Nuovo cronoprogramma per il Memorario. Entro l’anno l’affidamento dei lavori

Il Memorario di Montevarchi può entrare in una nuova fase. Dopo lo stop dei lavori e le problematiche che hanno rallentato il percorso del progetto, arrivano infatti indicazioni precise sui prossimi passaggi: l’Amministrazione comunale punta a concludere entro tre mesi i processi di affidamento e ad arrivare alla selezione della ditta e all’affidamento dei lavori entro la fine dell’anno. A confermarlo è stato l’assessore ai Lavori pubblici Giacomo Brandi. Nel frattempo è arrivata anche una novità decisiva sul fronte delle risorse: il finanziamento PNRR è stato salvaguardato e quindi rimane a disposizione per la realizzazione del Memorario, mentre il termine per la conclusione dell’intervento è stato spostato al 31 dicembre 2027. Si tratta di un passaggio importante per un progetto destinato a cambiare il sistema della mobilità nella zona della stazione di Montevarchi. Il Memorario è infatti il nuovo polo di interscambio ferro-gomma progettato nell’area che costeggia i binari della linea ferroviaria Arezzo-Firenze, dove si trova l’attuale stazione degli autobus. L’obiettivo è creare un punto nel quale possano incontrarsi e integrarsi le diverse modalità di trasporto, a partire dal collegamento tra treno e autobus, rendendo più funzionale il passaggio tra i vari sistemi di mobilità. Il progetto è inserito nella Missione 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dedicata alla rigenerazione urbana. Il progetto era arrivato alla fase operativa nel 2024, quando il Comune aveva annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo polo. Per consentire la prosecuzione del servizio di trasporto pubblico durante il cantiere, è stata temporaneamente riattivata l’ex autostazione di viale Diaz e via Sante Tani. Il percorso , tuttavia, non è proseguito secondo i tempi inizialmente previsti. I lavori sono rimasti fermi per una serie di problematiche e si sono rese necessarie ulteriori procedure per arrivare alla ripartenza dell’intervento. Ora l’Amministrazione comunale indica una nuova tabella di marcia. Il Memorario resta quindi uno degli interventi più rilevanti previsti per la mobilità di Montevarchi: il nuovo polo dovrà mettere in relazione la stazione ferroviaria, il trasporto pubblico su gomma e il sistema della mobilità cittadina, concentrando nell’area della stazione un punto di interscambio più funzionale rispetto all’attuale organizzazione. Adesso il prossimo appuntamento è fissato nei fatti alla conclusione della procedura di affidamento. Entro dicembre la nuova assegnazione dei lavori. Nel giro di un anno la consegna dell’opera.
Memorario, Chiassai: «Perso tempo prezioso non per colpa nostra, ma l’opera sarà completata»

«Ripartiremo rapidamente con i lavori» Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini ha fatto il punto della situazione sul progetto del Memorario, un’opera strategica per la città i cui lavori, dopo lo stop provocato dalle vicissitudini dell’impresa incaricata, dovrebbero riprendere nei prossimi mesi. Dopo aver ricordato che si tratta di un’opera fondamentale per la città perché permetterà il collegamento tra i vari mezzi, quindi treno e bus, il sindaco ha spiegato che a determinare il rallentamento dell’intervento è stata una criticità legata all’impresa alla quale erano stati affidati i lavori. «C’è stato un problema grave perché poi la ditta a un certo punto ha smesso di essere attiva e ha creato un danno enorme sia all’amministrazione che ai fornitori», ha spiegato Chiassai Martini. Secondo il sindaco, le conseguenze non si sono limitate al blocco del cantiere. «C’è stato proprio un danno anche economico, oltre al blocco dei lavori, di cui il Comune è vittima». L’amministrazione comunale, nel frattempo, è riuscita a ottenere, insieme ad altri enti, una proroga dei finanziamenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, evitando così che il rallentamento dell’intervento potesse mettere a rischio le risorse necessarie per completare l’opera. Il Comune sta quindi procedendo verso una nuova gara d’appalto, con l’obiettivo di individuare in tempi rapidi una nuova impresa alla quale affidare i lavori. «Stiamo procedendo ad una nuova gara che uscirà a breve e che ci permetterà nel giro di tre mesi, più o meno, di riuscire ad avere un nuovo aggiudicatario per poter ripartire rapidamente con i lavori». Chiassai Martini ha poi allargato il ragionamento alle difficoltà che, in alcuni casi, hanno accompagnato la realizzazione delle opere finanziate attraverso il PNRR, sottolineando come la vicenda di Montevarchi non rappresenti un caso isolato. «Purtroppo le opere del PNRR hanno portato a tutta una serie di conseguenze, non così frequenti. Nonostante le procedure di selezione e i controlli previsti, nel caso del Memorario l’impresa individuata si è rivelata inaffidabile, provocando un rallentamento significativo nell’iter dell’intervento». L’amministrazione comunale, tuttavia, guarda alla ripartenza dei lavori con l’obiettivo di portare a compimento il progetto secondo quanto inizialmente previsto, senza ulteriori ripercussioni economiche per le casse comunali. «Per fortuna l’opera verrà portata a termine come avevamo predisposto, senza nessun costo aggiuntivo da parte dell’amministrazione».
Doposcuola, aumentano le tariffe a Laterina Pergine: L’amministrazione comunale risponde ai genitori

L’aumento delle tariffe del doposcuola accende il confronto tra alcune famiglie e il Comune di Laterina Pergine Valdarno. Dopo aver ricevuto la lettera dei genitori, l’Amministrazione comunale ha deciso di ricostruire il percorso che ha portato alla definizione dei nuovi costi, spiegando le ragioni dell’aumento e annunciando che verrà verificata, insieme al gestore, la possibilità di ridurre la spesa a carico delle famiglie. «Comprendiamo le preoccupazioni dei genitori – spiegano il sindaco Jacopo Tassini e l’assessore alla Scuola Barbara Sestini – perché l’incremento è importante. Proprio per questo vogliamo chiarire come si è arrivati alle tariffe attuali». Il punto di partenza, spiegano dal Comune, è rappresentato dalla volontà dell’Amministrazione di mantenere un servizio con caratteristiche precise, pensato per rispondere alle esigenze espresse dalle famiglie. Il doposcuola viene infatti svolto direttamente all’interno delle scuole, evitando di dover spostare i bambini in altre strutture, e prevede un orario prolungato fino alle 18.30, una soluzione pensata soprattutto per venire incontro alle esigenze lavorative dei genitori. Una formula che, nel corso degli anni, si è però rivelata difficile da sostenere economicamente per gli operatori. «Nella gestione si sono succeduti diversi soggetti privati che hanno riscontrato più volte difficoltà nel sostenere i costi del personale educativo, con frequenti cambi degli educatori e problemi di continuità del servizio», spiegano dall’Amministrazione. Per evitare che queste difficoltà finissero per ricadere direttamente sulle famiglie e per garantire comunque l’accoglienza di tutti i bambini, il Comune è intervenuto direttamente, mettendo gratuitamente a disposizione i locali scolastici e integrando con risorse comunali la compartecipazione degli utenti. La situazione è cambiata lo scorso anno, quando il soggetto che gestiva il servizio ha comunicato la propria volontà di non proseguire il contratto per l’erogazione del doposcuola. Si è quindi resa necessaria la pubblicazione di una nuova manifestazione di interesse. La procedura, tuttavia, è andata deserta: nessun operatore si è fatto avanti per gestire il servizio alle condizioni previste. A quel punto l’Amministrazione ha deciso di incrementare la propria compartecipazione alle spese, portando il contributo comunale da 3 a 5 euro al giorno per ogni bambino. Alla seconda manifestazione di interesse hanno partecipato tre operatori e il servizio è stato successivamente affidato sulla base di una serie di criteri che comprendevano anche gli aspetti qualitativi ed educativi, e non soltanto il prezzo. A incidere in maniera particolare sull’aumento delle tariffe è stato il costo orario indicato dall’operatore risultato affidatario. «Dopo una prima gara andata deserta, abbiamo aumentato il contributo del Comune – sottolineano Tassini e Sestini –. Nonostante questo, l’offerta arrivata nella seconda procedura ha prodotto tariffe decisamente più alte rispetto allo scorso anno. Tutto questo testimonia la poca appetibilità per gli operatori nell’erogare il servizio con queste caratteristiche. Per questo vogliamo capire insieme al gestore quali siano le ragioni del costo proposto e se esistano margini per intervenire sulla tariffa». Il confronto sulle nuove tariffe apre anche una riflessione sul futuro del servizio. L’orario particolarmente esteso e il numero variabile di bambini presenti nelle diverse fasce della giornata possono infatti incidere in maniera significativa sui costi sostenuti dall’operatore. «Se vogliamo continuare a garantire un doposcuola di qualità e contemporaneamente mantenere un costo accessibile – affermano il sindaco e l’assessore – dovremo probabilmente ragionare anche sulle caratteristiche organizzative del servizio. Le varie richieste delle famiglie, a cui abbiamo cercato di andare incontro, associate alla necessità di garantire un servizio di qualità, probabilmente male si conciliano con dei costi bassi. L’obiettivo non è rinunciare al doposcuola, ma renderlo sostenibile nel tempo». L’Amministrazione invita inoltre a evitare confronti diretti con le tariffe applicate in altri territori senza considerare le differenti modalità di organizzazione dei servizi. Orari, numero degli iscritti, personale impiegato e attività proposte possono infatti determinare costi molto diversi da un territorio all’altro. Per quanto riguarda la mensa, il Comune precisa inoltre che, anche lo scorso anno, il relativo costo non rientrava nella tariffa del doposcuola. Si trattava infatti di un servizio aggiuntivo che la società affidataria forniva separatamente. L’Amministrazione comunale ricorda infine gli interventi messi in campo sul fronte della scuola. Tra questi viene indicato il mantenimento del costo della mensa nonostante i rincari applicati dal fornitore, il sostegno ai progetti scolastici, la possibilità di effettuare uscite didattiche gratuite attraverso i mezzi comunali e la copertura di quasi l’80% del costo del trasporto scolastico. «La scuola resta una priorità per questa Amministrazione – concludono Tassini e Sestini – e le notevoli risorse investite lo testimoniano. Anche sul doposcuola ci impegneremo per verificare la possibilità di una soluzione sostenibile». Il Comune si è infine reso disponibile a organizzare un incontro con i genitori nei prossimi giorni, durante il quale saranno illustrati e chiariti i dati relativi alla procedura e saranno valutati gli eventuali margini di intervento sulle tariffe.
Doposcuola, a Laterina Pergine le famiglie chiedono chiarezza sui costi e maggiore partecipazione del Comune
Prosegue a Laterina Pergine Valdarno il confronto tra le famiglie e l’Amministrazione comunale sul tema delle nuove tariffe del servizio di doposcuola. Dopo le spiegazioni fornite dal Comune in merito all’aumento dei costi, i genitori intervengono nuovamente per fare alcune precisazioni e riportare la discussione, spiegano, “sui temi che abbiamo realmente sollevato”. Il primo chiarimento riguarda il servizio mensa. “Nessuno ha mai sostenuto che lo scorso anno la mensa fosse compresa nella tariffa”, precisano le famiglie. “Sappiamo perfettamente che veniva pagata a parte. Abbiamo semplicemente evidenziato che, a fronte di un aumento così importante, il nuovo gestore non propone neppure il pranzo come servizio aggiuntivo, possibilità che invece l’anno precedente era garantita e che anche la cooperativa che si è classificata come seconda la proponeva”. Un altro punto sollevato dai genitori riguarda il confronto con le tariffe applicate in altri Comuni. Le famiglie spiegano di essere consapevoli che non sia possibile confrontare semplicemente i prezzi di servizi organizzati in realtà diverse senza tenere conto di elementi come gli orari, il numero dei bambini, il personale impiegato e i contributi pubblici. “Ed è esattamente per questo – sottolineano – che i nostri confronti sono stati fatti rapportando matematicamente i costi alle ore di servizio e alle medesime condizioni”. A titolo di esempio viene citato il Comune di Bucine. “Considerando quota familiare e contributo comunale, il costo complessivo è di circa 2,48 euro per bambino/ora, mentre nel nostro caso arriva a circa 3,30 euro. Non pretendiamo che un doposcuola di 18 ore costi quanto uno di 10 o 15: stiamo confrontando il costo di un’ora con il costo di un’ora”. Le famiglie entrano poi nel merito delle caratteristiche del servizio e contestano l’interpretazione secondo cui proprio queste caratteristiche potrebbero essere una delle ragioni della sua scarsa “appetibilità”. Secondo i genitori, infatti, la possibilità di avere un doposcuola con un orario realmente compatibile con le esigenze lavorative è stata richiesta a gran voce dalle famiglie per anni. “Un servizio che abbiamo seguito e nel quale ci siamo personalmente impegnati, negli anni, a servizio di tutte le famiglie”, ricordano. Per questo motivo, a loro giudizio, la soluzione non dovrebbe essere necessariamente quella di ridimensionare il servizio, ma piuttosto quella di lavorare affinché possa essere mantenuto garantendo condizioni sostenibili. Ed è proprio su questo aspetto che le famiglie chiedono un maggiore coinvolgimento dell’Amministrazione comunale di Laterina Pergine Valdarno. Non soltanto nella fase di affidamento del servizio, ma anche nel corso della sua gestione, attraverso un’attività concreta di controllo e monitoraggio. “Chiediamo una partecipazione dell’Amministrazione, non soltanto nella fase di affidamento, ma nel seguire e monitorare concretamente il servizio nel tempo, verificandone organizzazione, continuità e sostenibilità”..Il confronto con Bucine, secondo i genitori, è utile anche sotto questo profilo. Non soltanto per quanto riguarda le tariffe, ma per comprendere come un Comune vicino sia riuscito negli anni a dare continuità al rapporto con il gestore e a costruire un servizio stabile, intervenendo attivamente affinché rispondesse alle necessità delle famiglie. “È questo tipo di esperienza che riteniamo utile approfondire”, spiegano. Le famiglie accolgono inoltre positivamente la dichiarazione dell’Amministrazione comunale di voler verificare con il gestore l’eventuale esistenza di margini per una riduzione delle tariffe. “È esattamente ciò che chiediamo, ciò che doveva essere fatto prima della pubblicazione dei moduli con i prezzi!”, affermano i genitori. Nel frattempo, ricordano le famiglie, è già stata presentata ufficialmente una richiesta di incontro con l’Amministrazione comunale, indicando anche diverse disponibilità di giorni e orari. La richiesta, però, sarebbe tuttora in attesa di una risposta. “La scuola è già iniziata, la soluzione serve in tempi brevissimi”, sottolineano. La richiesta dei genitori, viene ribadito, non è quella di ottenere un servizio “al ribasso”. Al contrario, l’obiettivo è mantenere un doposcuola di qualità, ma allo stesso tempo sostenibile economicamente e realmente accessibile alle famiglie. Il confronto aperto a Laterina Pergine Valdarno ruota quindi, secondo le famiglie, attorno alla necessità di comprendere non soltanto l’importanza del servizio, ma soprattutto le modalità con cui viene determinato il suo costo. “Il doposcuola è necessario? Sì. La questione è capire a quale costo e, soprattutto, come quel costo viene determinato”.