A San Giovanni il Perdono si chiude con una “zingarata”: i Ragazzi di Arnolfo tornano bambini all’autoscontro

A San Giovanni si è chiuso il sipario sulle feste del Perdono e, per i Ragazzi di Arnolfo, il gruppo dei pensionati sangiovannesi, il finale è stato davvero speciale. Una giornata all’insegna del divertimento, della spensieratezza e soprattutto della voglia di stare insieme, che rappresenta ormai da dieci anni il tratto distintivo di questo gruppo nato per stare tra la gente e per la gente. Proprio quest’anno, infatti, i Ragazzi di Arnolfo hanno festeggiato i dieci anni di attività. Un decennio vissuto attraverso concerti nelle piazze e nelle case di riposo, rimpatriate, momenti conviviali, libagioni in compagnia e tante occasioni per ritrovarsi e condividere tempo, risate e amicizia. Un modo di vivere la socialità che ricorda, per certi versi, quelle “zingarate” raccontate dal grande Mario Monicelli in Amici miei: improvvisate, goliardiche, capaci di trasformare una giornata qualunque in un ricordo da conservare.     E proprio una vera e propria “zingarata” è stata quella organizzata lunedì scorso dai Ragazzi di Arnolfo, che per qualche ora hanno deciso di mettere da parte l’età e le responsabilità della vita quotidiana per tornare bambini. La destinazione è stata l’autoscontro del luna park, dove i pensionati sangiovannesi si sono cimentati sulle macchinine come facevano tanti anni fa, divertendosi e sfidandosi tra una collisione e l’altra. Una scena che è stata immortalata da Franco Salucci, che ha inviato foto e video di questa giornata particolare, regalando così anche all’esterno le immagini di un momento di grande allegria vissuto dai Ragazzi di Arnolfo..Per loro l’autoscontro è diventato così un piccolo viaggio nel passato, un ritorno a quando, da bambini o da ragazzi, ci si metteva alla guida delle colorate macchinine per qualche minuto di puro divertimento. Questa volta, però, al volante c’erano pensionati che hanno scelto di lasciarsi andare alla spensieratezza e di vivere fino in fondo lo spirito della festa. Ancora una volta, i Ragazzi di Arnolfo hanno dimostrato che l’età non rappresenta un limite alla voglia di stare insieme, divertirsi e condividere esperienze. La socialità è da sempre il loro vero cavallo di battaglia e il loro modo di vivere il gruppo continua a passare attraverso la musica, le iniziative, le tavolate, le amicizie e, perché no, anche qualche sana “zingarata”. All’autoscontro, proprio come avveniva tanti anni fa, i Ragazzi di Arnolfo hanno quindi scelto di tornare bambini per qualche ora. E lo hanno fatto con il sorriso, dimostrando ancora una volta che, a qualsiasi età, c’è sempre un buon motivo per divertirsi, stare insieme e sorridere alla vita.

Cosa fare a Firenze in una settimana d’ottobre tra mostre e atmosfere autunnali

Con il sopraggiungere del mese di ottobre, il capoluogo toscano entra in uno dei periodi più suggestivi dell’intero anno solare. Le temperature gradevoli prendono il posto della calura estiva e la luce morbida del tramonto autunnale accarezza le facciate dei palazzi nobiliari, riflettendosi sulle acque dell’Arno. Conclusa la stagione di massima pressione turistica, la città offre un’esperienza più intima e rilassata, ideale per chi desidera trascorrere due o tre giorni all’insegna dell’arte e della lentezza. Dalle esposizioni temporanee allestite nei complessi storici fino alle passeggiate botaniche tra i giardini collinari, le opportunità per arricchire un fine settimana fiorentino risultano molteplici e variegate. La gestione pratica del bagaglio prima della partenza La conclusione di un soggiorno riserva frequentemente qualche inconveniente legato ai tempi di spostamento e agli orari delle strutture ricettive. Capita quasi sempre che l’obbligo di liberare la camera entro la mattina non coincida affatto con l’orario effettivo del treno o del volo di ritorno, lasciando molte ore scoperte prima della partenza. Per evitare di trascinare trolley pesanti sui selciati irregolari del centro o di rinunciare all’ingresso nei siti museali a causa dei divieti d’accesso, è consigliabile affidarsi a un servizio di custodia specializzato. In questo contesto, una soluzione affidabile è rappresentata dal  deposito bagagli a Firenze gestito da Radical Storage. Il brand mette a disposizione una capillare rete di punti di stoccaggio collocati all’interno di esercizi commerciali selezionati, posizionati nei pressi della stazione di Santa Maria Novella e delle piazze principali.  Grazie a una tariffa giornaliera trasparente e a coperture di sicurezza incluse su ogni singolo collo, è possibile continuare le proprie visite in totale serenità e a mani completamente libere fino all’ultimo istante. La retrospettiva su Artemisia Gentileschi al Museo degli Innocenti Tra le proposte culturali più attese di questo mese spicca la grande rassegna allestita negli spazi rinascimentali del Museo degli Innocenti. L’esposizione approfondisce gli anni cruciali del soggiorno fiorentino della celebre pittrice barocca, focalizzandosi sul periodo in cui l’artista fu la prima donna a essere ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno. Attraverso una selezione di capolavori provenienti da istituzioni internazionali e quadrerie private, il percorso indaga l’evoluzione pittorica, l’uso drammatico della luce e la fitta rete di relazioni intrecciata con la corte medicea e con le figure intellettuali dell’epoca. Il foliage autunnale nel Giardino di Boboli e a Villa Bardini Un fine settimana di inizio autunno rappresenta il momento propizio per ammirare il cambiamento stagionale della vegetazione nei grandi polmoni verdi d’Oltrarno. Il Giardino di Boboli, alle spalle di Palazzo Pitti, si colora di sfumature ramate che valorizzano il disegno geometrico delle siepi e le monumentali vasche marmoree. Proseguendo a piedi lungo la collina si raggiunge il vicino Giardino Bardini, celebre per il suo bosco all’inglese e per la terrazza panoramica affacciata sul profilo della cupola del Brunelleschi, da cui si coglie una delle viste più suggestive e ariose sull’intera vallata dell’Arno. La scoperta delle botteghe artigiane nell’antico quartiere di Santo Spirito Un’esperienza irrinunciabile consiste nel percorrere i vicoli raccolti tra piazza Santo Spirito, via Maggio e piazza dei Pitti, dove operano tuttora restauratori, rilegatori di carta marmorizzata e maestri ebanisti. Lontano dai percorsi commerciali più battuti, questi laboratori custodiscono tecniche secolari che risalgono all’epoca delle corporazioni medievali. Fermarsi a osservare la precisione dei gesti manuali e la cura del dettaglio permette di comprendere l’identità materiale di Firenze, preservata con rigore all’interno di storici fondi voltati a botte. La degustazione dei sapori d’autunno al Mercato Centrale Al termine delle visite, la tradizione gastronomica locale offre occasioni per scoprire le tipicità della stagione appena iniziata. All’interno dello storico edificio in ferro battuto di San Lorenzo, il piano nobile e le botteghe tradizionali al piano terra propongono piatti a base di funghi porcini dell’Appennino, zuppe contadine a base di cavolo nero e legumi, formaggi pecorini a diversa stagionatura e le prime varietà di castagne tostate. Degustare queste pietanze consente di completare la permanenza con un’esperienza autentica legata ai ritmi rurali del territorio toscano.

A Montevarchi si parla di matematica attraverso la figura del francescano Mariotto Guiducci

Un nuovo appuntamento dedicato alla scienza è in programma all’Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi, nell’ambito del ciclo di incontri organizzato dal Centro Studi e Documentazione del Valdarno Superiore. Dopo gli approfondimenti dedicati alla meccanica quantistica, alle geometrie non euclidee e all’universo millimetrico, il prossimo incontro sarà dedicato al mondo della matematica, affrontato attraverso la storia e la figura di un religioso vissuto nella Toscana del Rinascimento. L’appuntamento è fissato per venerdì 25 settembre alle 17.30, nella Sala Grande dell’Accademia Valdarnese del Poggio, in via Poggio Bracciolini 36/40. Protagonista dell’incontro sarà il dottor Andrea Papi, ricercatore post-dottorato presso l’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che terrà una conferenza dedicata al francescano fiorentino Mariotto Guiducci e alla cultura matematica del suo tempo.     Mariotto Guiducci era nel 1483 guardiano del convento di San Lodovico a Montevarchi. Nel corso della sua vita religiosa fu anche studioso e “maestro d’abaco”, dedicandosi quindi all’insegnamento della matematica. Di lui è rimasto anche un trattato matematico, oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze..La conferenza permetterà di approfondire la storia della famiglia Guiducci e quella dell’insegnamento dell’abaco a Firenze e a Prato, inserendo la vicenda personale e culturale di fra Mariotto nel più ampio contesto della Toscana rinascimentale. Saranno inoltre affrontati alcuni aspetti della vita conventuale e dell’esperienza del religioso come insegnante, offrendo così un esempio del ruolo che la cultura matematica poteva avere tanto negli ambienti religiosi quanto in quelli laici dell’epoca. L’incontro consentirà quindi di guardare alla matematica non soltanto come disciplina scientifica, ma anche come elemento della cultura e della formazione della società toscana tra Medioevo e Rinascimento, attraverso la vicenda di un personaggio che unì la vita religiosa allo studio e all’insegnamento. Andrea Papi è attualmente ricercatore post-dottorato presso l’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna. In precedenza ha svolto una borsa di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, nell’ambito del progetto PRIN “Redde rationem: Ordine, calcolo e ragione nelle società urbane dell’Italia tardo-medievale”. Ha conseguito un dottorato di ricerca congiunto in Studi storici presso l’Università degli Studi di Milano e l’École Pratique des Hautes Études di Parigi, dopo aver completato gli studi magistrali e triennali presso le Università di Bologna e Urbino. L’iniziativa è organizzata dall’Accademia Valdarnese del Poggio, con il patrocinio del Comune di Montevarchi, e rientra nel ciclo di Incontri di Scienza che l’istituzione montevarchina propone per avvicinare il pubblico a temi scientifici e alla storia del sapere..L’ingresso è libero e senza prenotazione.

La poesia incontra la natura: sabato 26 settembre la “Passeggiata poetica notturna tra le Balze”

Un’atmosfera suggestiva, il fascino del plenilunio e la magia delle parole rimate: è tutto pronto a Castelfranco di Sopra per la “Passeggiata poetica notturna tra le Balze col plenilunio”, un appuntamento culturale aperto a tutta la cittadinanza in programma per sabato 26 settembre 2026. L’iniziativa propone un’esperienza immersiva al chiaro di luna, arricchita da letture e declamazioni dedicate interamente al tema della notte. Il ritrovo è fissato alle ore 21:00 nella centrale Piazza Vittorio Emanuele (la “piazza grande”), da dove i partecipanti prenderanno il via per poi fare ritorno verso le 23:30.     L’evento offrirà anche una vetrina ai cultori della poesia. Chiunque lo desideri potrà registrarsi gratuitamente per recitare brani propri o capolavori di autori famosi, purché inerenti al tema della serata e contenuti entro un limite di 2-3 minuti a intervento. L’organizzazione selezionerà i contributi fino a un massimo di 20 partecipanti. Per iscriversi o inviare i propri testi è possibile contattare l’organizzatore Leonello Rabatti. Chi partecipa è invitato a portare con sé una torcia elettrica per orientarsi lungo il percorso. In caso di pioggia o maltempo, la manifestazione non verrà annullata ma si svolgerà regolarmente al chiuso.

Al Polo Lionello Bonfanti una serata sul senso del lavoro tra spiritualità, cultura e teatro

Una serata dedicata al senso del lavoro, tra riflessione, spiritualità, letteratura e teatro. È quella in programma venerdì 25 settembre al Polo Lionello Bonfanti del Burchio, a Figline e Incisa Valdarno, che aprirà le proprie porte al pubblico con un appuntamento a ingresso gratuito inserito nell’ambito della seconda edizione di “Fondati sul Lavoro?”, il ritiro feriale promosso dal Polo. Il programma prenderà il via alle 18, quando dom Bernardo Gianni, abate benedettino olivetano della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, terrà una lectio dedicata al tema della ferialità. Al centro della riflessione ci sarà l’“Ora et labora”, inteso non come una formula esclusivamente legata alla vita monastica, ma come uno stile di presenza nella quotidianità e come una diversa modalità di intendere e vivere il tempo, applicabile anche a chiunque lavori.     La serata proseguirà alle 20.30, dopo l’apericena, con un appuntamento dedicato al teatro e alla letteratura. Il Community Stage del Polo ospiterà infatti “Frate e sore, core e core. Voci e memorie da Cristo si è fermato a Eboli”, un reading teatrale della compagnia NoiDuo, con Emanuela Pantano e Valentino Borgo. Il reading prende spunto da “L’Italia tra le righe” di Luigino Bruni, pubblicato da Marietti1820 nel 2026, e propone una rilettura di alcuni scrittori italiani del Novecento, considerati come custodi di dimensioni della vita che l’economia, da sola, non è in grado né di produrre né di misurare: la fiducia, i legami e la capacità di una comunità povera di rimanere in piedi. Attraverso le voci e le memorie tratte da “Cristo si è fermato a Eboli”, il reading porterà quindi sul palco alcune delle riflessioni legate al rapporto tra persone, comunità e territorio, collegandole ai temi affrontati durante la giornata dedicata al senso del lavoro e al modo in cui esso può essere vissuto all’interno della società. L’appuntamento teatrale è promosso dall’Associazione Lionello Bonfanti ODV ETS. Il Polo Lionello Bonfanti rappresenta uno dei sette Poli internazionali dell’Economia di Comunione. La struttura di Burchio ospita imprese, associazioni, centri di formazione e realtà sociali impegnate nella promozione di un modello economico fondato sui principi della fraternità, dell’inclusione e della sostenibilità.

Sangiovannese, Asan Mata è un nuovo giocatore azzurro

La Sangiovannese rinforza il proprio reparto offensivo con l’arrivo di Asan Mata, nuovo giocatore della prima squadra azzurra. Attaccante classe 2003, Mata è cresciuto nel settore giovanile del Sassuolo, dove ha avuto modo di disputare importanti stagioni nel campionato Primavera 1. Nel corso del suo percorso giovanile è arrivata anche la convocazione con la Nazionale albanese, con la quale ha vestito la maglia delle selezioni Under 17 e Under 19. Per il nuovo attaccante della Sangiovannese ci sono poi state esperienze nel calcio senior. Mata ha giocato in Serie C con il Potenza, prima di proseguire il proprio percorso in Serie D, dove ha indossato le maglie di Cittadella Vis Modena e Ciliverghe.     Nell’ultima stagione il classe 2003 è stato protagonista in Eccellenza emiliano-romagnola, dividendosi tra Terre di Castelli e Fiorenzuola. Proprio con il Fiorenzuola ha concluso il campionato, contribuendo al percorso della squadra che, dopo aver chiuso la stagione regolare al secondo posto, è riuscita a conquistare i play-off del Girone A. Adesso per Asan Mata si apre una nuova esperienza con la maglia della Sangiovannese, chiamata a essere protagonista nella nuova stagione.

San Francesco, oltre 400 litografie nelle scuole aretine: il dono dell’artista valdarnese Mauro Capitani

Oltre 400 litografie dedicate a San Francesco d’Assisi entreranno nelle scuole primarie della provincia di Arezzo. Saranno 106 i plessi scolastici destinatari della donazione promossa dall’artista valdarnese Mauro Capitani, che ha scelto di mettere la propria sensibilità artistica e culturale al servizio del mondo dell’istruzione, trasformando l’arte in uno strumento per raccontare ai bambini la figura e il messaggio del Santo di Assisi. La cerimonia ufficiale di consegna si terrà il prossimo 1° ottobre nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo e arriva nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Un anniversario che rappresenta l’occasione per riportare l’attenzione su una figura che, secondo Capitani, mantiene intatta la propria attualità e non ha bisogno delle ricorrenze per continuare a parlare alle nuove generazioni.     «Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco – spiega Mauro Capitani – ma la figura di Francesco non ha bisogno di ricorrenze centenarie per essere riscoperta. È una presenza ancora fortissima, un messaggio sempre attuale che deve continuare a essere trasmesso. Attraverso la sua testimonianza possiamo riscoprire valori fondamentali di umanità, fraternità e bellezza». La cartella di litografie realizzata dall’artista gode del patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo, del Ministero dell’Istruzione, dell’Accademia delle Arti del Disegno, della quale Capitani è membro, della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e del Santuario della Verna. Il progetto è accompagnato inoltre dai contributi introduttivi del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’assessore regionale Cristina Manetti, del vescovo di Arezzo monsignor Andrea Migliavacca, di padre Guido Fineschi della Verna e del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri.   Le opere raccontano alcuni degli episodi più significativi della vita di Francesco attraverso un linguaggio artistico pensato espressamente per essere compreso anche dai più giovani. Capitani ha infatti scelto quattro momenti particolari, trasformandoli in immagini capaci di avvicinare i bambini alla storia e alla spiritualità del Santo. «Ho scelto quattro episodi particolarmente importanti – racconta l’artista – partendo dal 1219, quando Francesco, davanti a papa Innocenzo III, ricevette l’approvazione, seppure verbale, della Regola. Un altro soggetto rappresenta uno dei passaggi più affascinanti dal punto di vista illustrativo: la predica agli uccelli, avvenuta nel piccolo borgo di Piandarca, vicino a Spello». «Poi ho voluto raccontare l’episodio di Francesco e il lupo, il momento in cui il Santo riesce ad ammansire l’animale, una storia che sicuramente colpisce molto l’immaginazione dei ragazzi. Infine c’è quello che considero il momento più significativo: il 17 settembre 1224, quando Francesco riceve le stimmate alla Verna». La scelta di rivolgere la donazione alle scuole primarie della provincia di Arezzo nasce dalla volontà di utilizzare l’arte come strumento di avvicinamento alla figura di San Francesco, partendo proprio dai bambini dai 6 agli 11 anni. Non si tratta quindi soltanto di mettere a disposizione delle scuole una serie di immagini, ma di fornire agli insegnanti un possibile strumento didattico attraverso il quale sviluppare percorsi di conoscenza e riflessione. «Ho pensato a questa cartella proprio per i 106 plessi scolastici della provincia – sottolinea Capitani – rivolgendomi agli alunni della scuola primaria, quindi a bambini dai 6 agli 11 anni. Per questo ho cercato di utilizzare un linguaggio più didattico, un linguaggio che potesse essere un invito alla scoperta e alla comprensione della figura di Francesco». L’obiettivo è fare delle litografie un punto di partenza per il lavoro degli insegnanti e per un possibile percorso educativo dedicato alla figura del Santo. «Mi auguro che queste litografie possano diventare un viatico per gli insegnanti, un modo per raccontare Francesco attraverso l’arte. La sua figura può essere interpretata in moltissimi modi, anche attraverso linguaggi più complessi e astratti, ma ho scelto una strada che potesse entrare in dialogo con i ragazzi». L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso della Fondazione Mauro e Nuccia Capitani, realtà che da anni dedica particolare attenzione al rapporto tra cultura, giovani e scuola. Un legame che nasce anche dalla storia personale dello stesso artista, che per molti anni ha lavorato nel mondo dell’istruzione. «La Fondazione ha proprio questo impegno: rivolgersi al mondo scolastico – spiega Capitani –. Io sono stato insegnante per molti anni, mia moglie ha lavorato nella scuola per tantissimo tempo e quindi sentiamo particolarmente forte questo legame. Naturalmente continuiamo a promuovere mostre e iniziative dedicate agli artisti emergenti, ma il rapporto con gli studenti resta centrale». Un impegno che si concretizza anche attraverso il Premio rivolto agli studenti più meritevoli che hanno concluso il percorso delle scuole superiori con il massimo dei voti. «Quest’anno realizzeremo la quinta edizione del premio dedicato ai ragazzi che hanno concluso la maturità con il massimo dei voti. Dal 2022 al 2025 abbiamo premiato oltre 300 studenti. È una testimonianza concreta di come la Fondazione voglia essere vicina ai giovani, alla scuola e alla trasmissione di valori». La donazione delle oltre 400 litografie dedicate a San Francesco rappresenta quindi un ulteriore tassello di un percorso nel quale arte, memoria e formazione si incontrano. Le immagini realizzate da Mauro Capitani entreranno nelle aule e nei percorsi didattici di 106 plessi scolastici della provincia di Arezzo, con l’ambizione di diventare non soltanto una testimonianza artistica, ma anche uno strumento attraverso il quale le nuove generazioni possano conoscere una figura centrale della storia italiana e riflettere su temi universali come l’umanità, la fraternità e la bellezza.

DesTEENazione entra nel vivo: gli educatori di strada incontrano gli adolescenti del Valdarno

Il futuro Teen Hub è ancora un cantiere, ma il progetto che dovrà animarlo è già entrato nella sua fase operativa. DesTEENazione – Desideri in Azione, il percorso dedicato agli adolescenti del Valdarno aretino, comincia infatti a tradurre in attività concrete gli obiettivi per i quali è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promosso dal Comune di San Giovanni Valdarno, capofila dell’Ambito territoriale sociale Valdarno aretino all’interno della Conferenza zonale dei sindaci. La ristrutturazione degli spazi di via Mannozzi 24 a San Giovanni, destinati ad accogliere il futuro Teen Hub e il cui completamento è previsto per febbraio 2027, rappresenta infatti soltanto una parte di un progetto molto più ampio. DesTEENazione è già attivo sul territorio e sta lavorando alla costruzione di relazioni, occasioni di partecipazione e percorsi di ascolto rivolti agli adolescenti, con l’obiettivo di arrivare all’apertura del centro avendo già costruito attorno ad esso una comunità e un percorso condiviso con i giovani.     Uno dei primi passaggi riguarda la costituzione dell’équipe operativa. Sono stati selezionati gli otto educatori che saranno impegnati nelle attività di “educativa di strada” e di “GET UP – giovani ed esperienze trasformative di utilità sociale e partecipazione”, quest’ultima rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Quattro operatori seguiranno ciascuna delle due linee di intervento e lavoreranno insieme alla coordinatrice tecnica Linda Mugnai, con il compito di incontrare i ragazzi, ascoltarli e coinvolgerli nella costruzione delle attività. Per gli educatori di strada il lavoro sul campo comincia già questa settimana. Gli operatori saranno presenti nei diversi comuni dell’Ambito territoriale, nei luoghi frequentati dagli adolescenti. L’obiettivo non è soltanto far conoscere DesTEENazione e presentare il futuro Teen Hub, ma soprattutto creare una relazione diretta con i ragazzi, raccogliere le loro idee, comprendere bisogni e aspettative e costruire a partire da questo confronto un percorso di coprogettazione. Saranno gli stessi adolescenti, quindi, a contribuire alla definizione di una parte importante dell’identità del futuro centro, dagli spazi alle attività, fino alle opportunità e ai servizi che potranno essere messi a disposizione. L’intenzione è quella di costruire un luogo non semplicemente destinato ai giovani, ma progettato insieme a loro: uno spazio riconoscibile, accessibile e capace di diventare un punto di riferimento nella vita quotidiana degli adolescenti del Valdarno. Il progetto non si concentrerà comunque esclusivamente sulla futura sede di San Giovanni Valdarno. Sono previsti laboratori ed eventi nei diversi comuni del territorio, con l’obiettivo di portare le attività direttamente nelle comunità e favorire una partecipazione il più possibile ampia. Il Teen Hub rappresenterà il punto fisico centrale del progetto, ma il percorso di DesTEENazione è pensato fin dall’inizio come un intervento rivolto all’intero Ambito territoriale. Parallelamente prosegue anche il rapporto con le scuole. Sono in corso le stipule dei Patti educativi con gli istituti di istruzione superiore del territorio, un passaggio necessario per avviare le progettazioni legate alla linea GET UP. Le proposte saranno presentate direttamente agli studenti nei diversi plessi e la partecipazione sarà volontaria. Un altro elemento destinato a diventare centrale nei prossimi mesi sarà la costruzione della rete territoriale. Sono in programma momenti di confronto e incontri con associazioni, enti e realtà che operano, a vario titolo, con e per i giovani. L’obiettivo è mettere in relazione competenze, esperienze e attività già presenti sul territorio e creare una rete stabile di collaborazioni capace di accompagnare il progetto nel tempo, favorendo nuove sinergie e ulteriori progettualità. DesTEENazione procede dunque su più fronti e con una prospettiva che va oltre la semplice realizzazione del Teen Hub. Gli spazi di via Mannozzi saranno il punto fisico attorno al quale si svilupperanno servizi, attività e opportunità, ma il lavoro è già cominciato e coinvolge tutti i comuni dell’Ambito. Ascolto, partecipazione, coprogettazione e costruzione di relazioni sono le prime azioni attraverso le quali il progetto sta prendendo forma, con l’obiettivo di arrivare all’apertura del nuovo centro avendo già costruito insieme agli adolescenti una parte importante della sua identità.

Da Gaza a Reggello, un anno di accoglienza: a Sant’Agata la testimonianza delle famiglie

È trascorso un anno da quando la canonica della piccola chiesa di Sant’Agata in Arfoli, sulle colline di Reggello, ha aperto le proprie porte alla prima famiglia arrivata dalla Striscia di Gaza per motivi sanitari. Da allora quella casa è diventata molto più di un luogo in cui vivere: grazie al lavoro della Fondazione Giovanni Paolo II, all’accoglienza della parrocchia, alla disponibilità della comunità e al supporto logistico del Comune, si è trasformata in un punto di partenza verso una nuova quotidianità. Nelle settimane successive sono arrivate altre due famiglie, anch’esse provenienti da Gaza e giunte in Italia per permettere ai propri bambini di ricevere le cure necessarie. Tre nuclei familiari che hanno trovato a Reggello non soltanto un tetto, ma una rete di persone e realtà impegnate ad accompagnarli nella vita di ogni giorno. I bambini sono stati inseriti nelle scuole del territorio, mentre gli adulti hanno iniziato a studiare la lingua italiana, un passaggio fondamentale nel percorso verso una maggiore autonomia, la possibilità di trovare un lavoro e, nel tempo, una soluzione abitativa propria. È questo l’obiettivo del progetto portato avanti dalla Fondazione Giovanni Paolo II, da dieci anni impegnata nell’accoglienza di famiglie di richiedenti asilo: accompagnare le persone nel passaggio dall’emergenza a una nuova quotidianità, sostenendole nel percorso di integrazione e autonomia.     A un anno dall’arrivo della prima famiglia, la Fondazione Giovanni Paolo II ha scelto di raccontare questo percorso insieme agli ospiti e, nello stesso tempo, riportare l’attenzione sulla situazione della Terra Santa e sulle conseguenze che la guerra continua ad avere sulle popolazioni. È questo il senso dell’incontro “La situazione in Terra Santa raccontata da chi la vive ogni giorno”, in programma sabato 26 settembre alle 10.30 nella chiesa di Sant’Agata in Arfoli, a Reggello. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme alla parrocchia e nasce con l’obiettivo di offrire alla comunità un’occasione di riflessione e approfondimento attraverso la testimonianza diretta di chi opera quotidianamente in Terra Santa e di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze del conflitto. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Reggello Piero Giunti e l’introduzione di don Roberto Brandi, parroco dell’unità parrocchiale di Reggello e Cascia, si entrerà nel vivo dell’incontro “Con gli occhi dei testimoni”. A raccontare la situazione in Terra Santa sarà padre Ibrahim Faltas, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II, suo legale rappresentante in Terra Santa e direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa. Porterà la propria conoscenza e testimonianza diretta di quanto sta avvenendo in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, ma anche in Libano e nello stesso Israele. Alla sua testimonianza si uniranno quelle delle famiglie provenienti da Gaza ospitate dalla comunità di Sant’Agata, che potranno raccontare in prima persona la propria esperienza e il percorso compiuto nell’ultimo anno. A condurre il confronto sarà Riccardo Bigi, redattore di Toscana Oggi. La presenza di padre Ibrahim e la voce diretta delle famiglie permetteranno così di affrontare la situazione della Terra Santa non soltanto attraverso i numeri e le cronache del conflitto, ma attraverso le storie delle persone. Storie segnate dalla necessità delle cure per i propri figli, dalla fuga dalla guerra e dalla perdita delle proprie sicurezze, ma anche dalla possibilità di ricominciare quando intorno a una famiglia si costruisce una rete di accoglienza e solidarietà.

Montevarchi, ripartono i lavori del Memorario. Il coordinatore della MIV Perferi. «È il punto nodale del trasporto pubblico del Valdarno»

Ripartiranno all’inizio del 2027 i lavori del Memorario di Montevarchi, il nuovo polo di interscambio ferro-gomma in fase di realizzazione nella zona della stazione, lungo via IV Novembre. Un intervento considerato strategico non soltanto per la città di Montevarchi, ma per l’intero sistema del trasporto pubblico su gomma del Valdarno, come ha confermato Antonio Perferi, coordinatore della MIV del Valdarno, il sistema di mobilità della vallata, una sorta di metropolitana di superficie che collega tutti i principali centri del fondovalle, oltre ai comuni e alle località collinari, attraverso pullman e collegamenti con orari cadenzati. «La ripresa dei lavori è un fatto positivo, estremamente positivo», ha commentato Perferi. «Indipendentemente da tutte le responsabilità e dalle cause, che non è compito mio andare ad analizzare, certamente dei ritardi ci sono stati. Però auspichiamo che la ripartenza sia quanto mai puntuale e che le date vengano rispettate, perché il Memorario di Montevarchi è il punto nodale centrale di tutto il sistema di trasporto su gomma e dello scambio ferro-gomma nel complesso del Valdarno».     Il nuovo polo di interscambio, infatti, è destinato a diventare il principale punto di riferimento per il trasporto pubblico della vallata. «Lì si attestano decine e decine di pullman giornalmente», ha spiegato il coordinatore della MIV. «In questo momento il sistema è poco efficace ed efficiente perché con la vecchia autostazione ci sono più criticità e, soprattutto, chi arriva con il treno o deve ripartire con il treno si trova distante dallo scalo ferroviario. C’è quindi una distanza che rende meno funzionale l’interscambio». Per Perferi, dunque, la ripartenza del cantiere rappresenta un passaggio particolarmente importante.  Il progetto del Memorario ha peraltro una storia ormai lunga. L’idea, ha ricordato Perferi, «parte da lontano, dal 2008», quando l’allora sindaco di Montevarchi Giorgio Valentini individuò, anticipando i tempi, nel rapporto tra trasporto ferroviario e trasporto pubblico su gomma uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità della vita e l’efficienza della mobilità. Da allora il progetto ha attraversato diverse fasi. «Con alterne vicende è arrivato fino a questi giorni e con la ripartenza, speriamo a breve, dei lavori», ha spiegato Perferi, ricordando che una prima fase risale al 2011, quando venne posta la prima pietra e prese forma il primo stralcio funzionale. Successivamente il progetto venne accantonato per poi essere ripreso negli anni successivi, anche grazie all’intercettazione dei finanziamenti del PNRR. «Le criticità nei lavori pubblici esistono e sono da tutte le parti», ha aggiunto il coordinatore della MIV. «L’importante è riuscire a rimetterlo in moto per farlo funzionare e ridare un nuovo impulso alla mobilità su gomma del Valdarno». La funzione del Memorario, secondo il coordinatore della MIV, va quindi ben oltre i confini amministrativi di Montevarchi. «Credo che sia interesse di tutte le amministrazioni che questo polo funzioni, perché è un’opera che non ha solo una valenza per Montevarchi, ma ha una valenza comprensoriale». Nel progetto complessivo legato alla stazione di Montevarchi, Perferi auspica inoltre che possa essere completata anche la parte dedicata alla mobilità ciclabile. «Ferrovie aveva già previsto lo stallo per i cicli», ha ricordato, auspicando la realizzazione di «qualche struttura di supporto all’utilizzo del noleggio delle biciclette». Un elemento che potrebbe contribuire a trasformare la stazione di Montevarchi in un vero e proprio punto di connessione tra diverse modalità di trasporto e, allo stesso tempo, rafforzarne il ruolo anche in chiave turistica. «In questo modo si potrebbe trasformare la stazione di Montevarchi in quel posto che diventa fondamentale anche per il collegamento con la Ciclopista dell’Arno», ha concluso. Il Memorario, quindi, viene considerato un tassello centrale non soltanto per migliorare l’interscambio tra autobus e treno, ma più in generale per costruire una rete di mobilità integrata capace di collegare il Valdarno attraverso trasporto pubblico, ferrovia e mobilità ciclabile.